lievitati.

Viaggi di andata e pensieri di non ritorno. 

Il pullman non mi è mai piaciuto.
Ero costretta a prenderlo quando all’università si presentava come l’unico mezzo che dal paese mi portava in città. Gioivo se lo trovavo semivuoto. Mi regalava la possibilità di scegliere un posto tutto mio, e speravo che mai nessuno sedesse al mio fianco.
Andavo fino in fondo scegliendo gli ultimi posti, lontani dagli altri passeggeri e dall’autista.
Tra le mani tenevo stretto il biglietto, la borsa sulle ginocchia e vecchi auricolari a tenermi compagnia.
Non mi è mai piaciuto il pullman.
Ma in quei viaggi un poco mi perdevo e lentamente dal finestrino il paese sembrava sempre più lontano. Le luci della sera si riflettevano sull’asfalto e i pensieri piano piano si arrendevano.
La strada poco trafficata, vecchi casolari dalle mura spente, ma che un tempo erano intrise di storia e luce. Oltre il finestrino, tra quelle montagne non c’era alcun segno di vita.
Sgranocchiavo pensieri.
Quasi a volerli rendere più concreti. Come quando sentì e non sai spiegare. Ma vorresti dire.
Sbattevo le palpebre quando distoglievo lo sguardo e mi accorgevo che quello smarrimento mi rilassava facendomi dimenticare del viaggio stesso.
È così che mi sento quando avvolgo tutto in un impasto. Tutte le cose sconclusionate, quelle senza un divenire. Quelle perfette su cui mi ostino a soffiare, semplicemente, prendono forma. E non importa delle briciole che cadono perché in quelle perdite c’è una nuova ricchezza.


Felice settimana a tutti voi! 


Treccia al miele di castagno

Cosa occorre:
325g di farina 00
12g di lievito di birra
1 uovo +1 tuorlo
125g di yogurt bianco
45g di miele di castagno
1 pizzico di sale
15g di mandorle a lamelle

Come prepararla…
In una ciotola versate l’uovo, lo yogurt, il miele di castagno, un pizzico di sale e mescolate. Incorporate pian piano la farina e unite il lievito precedentemente sciolto in un po’ di acqua tiepida. Impastate con energia per almeno 15 minuti. Coprite l’impasto con un canovaccio e fate lievitare fino al raddoppio.
Quando sarà pronto su di una spianatoia leggermente infarinata formate la treccia e lasciate che lieviti per altri 30 minuti.
Trascorso questo tempo, spennellate col tuorlo e ricopritela di mandorle. Fate cuocere a 180º per venti minuti.

40 thoughts on “Viaggi di andata e pensieri di non ritorno. 

  1. Avvolgo spesso i pensieri e come sa tenerli custoditi un impasto, non ci riesco con nessun’altra cosa. In questa treccia suadente e semplicemente ricca di pochi ma preziosi ingredienti, i pensieri sanno parlare meglio di mille parole. E’ meravigliosa e mi annuncia una colazione dolce e coccolosa… Magia dei lievitati, buona settimana a te tesoro

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    1. Hai scritto bene tu Damiana! La magia dei lievitati è unica, perché porta con se l’arte del dono, della nostalgia e dei ricordi. Quelli di un tempo, dove mente e cuore erano un tutt’uno. Buona settimana dolcezza!

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  2. Ormai è una dolcissima consuetudine iniziare la settimana con qualche bella notizia, con qualche squisita gustosità, con qualche evocativa tua riflessione o, per meglio dire, qualche immagine poetica che rievoca un tempo passato fatto di “storia e luce”, ma sempre rivestito di un indimenticabile fascino, ed un presente che diviene quieto e rilassante al pensiero di una gloriosa epopea ormai finita. E’ un viaggio nella memoria, è un discorrere con se stessi che ti aiuta a ritrovarti e a scoprire cosa rende bello il tuo mondo. E’ un impasto di passato e presente che fa lievitare il tuo cuore e non solo come stamane, quando vedi una dolce goduria e senti un profumo d’antico che si fonde con la dolcezza del presente. Ed ecco….una serie di foto stupende, in rassegna di dolcissime fette di impasto che sono lì e ti invitano con una superba delicatezza ad assaggiare e ritrovare quella giusta dimensione per iniziare una splendida settimana.
    Che dirti, dolcissima amica “Chicchi di mela”, se non ringraziarti con il cuore per questo tuffo nella vita che ci offri di prima mattina, il primo giorno della settimana, continua così e tutti noi, tuoi lettori affezionati, toccheremo il cielo col dito e saremo più felici insieme con te.

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    1. Se dovessi confidarti un piccolo segreto, certamente riguarda questo mio non tempo.
      È un tempo che non mi appartiene. Tutto questo mio rievocare, rimembrare vecchi episodi nostalgici di un tempo andato, altro non è che un infima nostalgia nel volerli rivivere. E perciò, non mi è difficile raccontarli e al tempo stesso condividerli. Alcuni li tengo nel cuore, perché quello è il loro posto. Ma come hai scritto tu il mio è un viaggio nella memoria. Ed ha mille profumi, miriadi di sapori che si mescolano e scalpitano perché non vedono l’ora di venir fuori. Buona settimana Francesco.

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  3. a me invece piace essere trasportata…ho modo per osservare, per pensare (io odio guidare, quindi…) …adoro questa treccia che sa di buono e di colazione in famiglia.
    Un abbarccio grande cara

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    1. I viaggi son tutti belli, che si prenda un aereo, un bus, o un treno. {Fatta qualche eccezione} Ti raccontano tanto di loro. Amano scoprirsi lentamente, lasciare che gli occhi si posino lì dove la meraviglia e lo stupore risiede.
      Felice settimana a te Simo!

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  4. Ciao Melania!!!!! Ecco cosa faccio quando passo da te:
    1) leggo le tue riflessioni almeno due volte. Mi piace lasciarmi avvolgere dai tuoi pensieri che alcune volte presentano tratti nostalgici (da Honeysuckle fiore di Bach) ma pur sempre molto profondi
    2) guardo le foto e ti immagino mentre impasti (io ti immagino al mattino presto prima di andare al lavoro)
    3) prendo nota della ricetta anche se non so ancora quando riuscirò a metterla in pratica perché in questo periodo sono assalita da pigrizia culinaria
    4) leggo i commenti di tutte le persone che ti vogliono bene e che non possono fare a meno di leggerti.
    E, per finire, penso che sia veramente bello passare a trovarti. A casa tua c’è calore e accoglienza. A differenza tua amo i pullman e i treni. Sono i mezzi di trasporto che preferisco perché mi permettono di osservare dal finestrino il paesaggio che cambia e su questa scia mi lascio condurre dalla fantasia e dai sogni. Un abbraccio tesoro e a presto *-*

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    1. Barbara trovo curioso ma soprattuto affascinante questo tuo schematizzare. In alcune cose mi ritrovo, in altre meno.
      Come a te, mi piace rileggere attentamente la riflessione, mi piace perdermi nelle foto e scovare dettagli per farli un po’ miei.
      In merito alla pigrizia, credo succeda a tutte. A me solitamente piglia d’estate. Il caldo qui diventa asfissiante ed è dura cucinare.
      Sono felice tu senta questo piccolo posticino accogliente. E sono contenta di ritrovarti, perché è per tutte quelle persone che hanno voglia di farsi conoscere e conoscerti. E tu sei diventata sempre più un punto fermo. Ti stringo forte e ci sentiamo dopo!

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  5. Questa sera prima di dormire leggo il tuo post, chiudo gli occhi ed esprimo un desiderio: la tua treccia qui domani per la mia colazione!…la giornata inizierebbe molto molto bene! Ti abbraccio forte forte Melania 😊

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  6. Mi ricordo che le prime volte che sono salita sull’autobus che dal mio paese mi portava in città avevo il terrore di aver preso quello sbagliato, nonostante dal mio paese passasse solo quello. Poi é arrivato il motorino e l’autobus non l ho preso quasi più… non mi ricordo di averlo odiato, anzi come il treno, mi permette di sgranocchiare pensieri, come dici tu.. cosa che invece in aereo non riesco a fare. Cmq venendo a noi, direi che i pensieri sconclusionati hanno trovato ordine ed armonia in questa treccia, lucida e immagino profumatissima..

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    1. Avevo anche io lo stesso terrore, perché ahimè non c’era solo quello. Mi sono sempre persa nei treni e gli aeri non hanno su di me grande fascino! Insomma lo confesso! Sono una schiappa che ama viaggiare, ma che un po’ ha paura.
      Paura che passa se impasto, se avvolgo tutto quanto li. Perfino i pensieri pensati e portati durante il viaggio! Ciao Marghe!

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  7. Eccomi finalmente da te….ed anche oggi non ho ancora fatto colazione,appena chiudo con te vado ma mi porterò il ricordo di questa bontà soffice e profumata,mi cimenterò io con i lievitati non ho confidenza ma metto in lista,buona giornata cara ❤

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    1. Ketty sai che non l’avevo neanche io. Quasi mi snobbavano loro(i lievitati). Tenevo con me solo il ricordo di nonna e mamma.
      Ma ho la testa dura io! E quando mi metto in testa di far qualcosa, devo assolutamente riuscirci. Hanno bisogno di amore e pazienza. Ed imparo tanto ogni volta, perché scopro pezzetti di me che tenevo celati!
      Buona colazione Ketty e buona giornata

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  8. Da piccolo ho usato tanto quelli urbani, ma non sono la stessa cosa. Ora mi trovo ad usare di più il treno locale, ed un po’ le sensazioni sono simili. Credo un po’ tutti vivano così questa esperienza.
    Treccia profumatissima e che fa venire voglia di addentarla, da sola o con qualcosa che l’accompagni.

    Fabio

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    1. Mi piacciono i treni. Più del pullman. Mi danno l’idea di un viaggio lungo, di un altrove lontano e spesso sconosciuto. Riesco ad isolarmi a differenza del pullman. E i pensieri viaggiano su binari a me ignoti. Fanno ritorno solo quando da lontano riconoscono certi profumi. A presto

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  9. Secondo me l’autobus in sé meriterebbe una serie di racconti e ne verrebbe fuori un libro bellissimo!Anch’io vivevo con malessere il viaggio in autobus che dalle mie parti percorreva strade tortuose e piene di curve con l’andamento bizzarro di una mongolfiera che tarda a prendere il volo. Oggi so che si trattava dell’imbarazzo di sperimentare la solitudine in luoghi più o meno affollati. Poi le cose sono cambiate e con un libro in mano come compagno di viaggio, quella solitudine è diventata un punto di forza per cullare pensieri di fuga… e così salendo su un autobus sono andata in contro alla mia vita romana, il mio nuovo presente… chi l’avrebbe detto?;-)

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    1. Non li ricordo tutti quei pensieri pensati. Ma so per certo che erano i più belli. Fantasticavo moltissimo, su tutto. Ed era l’unico momento prima di immergermi in quel frangente di vita così pieno di responsabilità, che mi faceva sentire realmente libera. Ma il pullman non mi piaceva lo stesso! Non mi piacevano quelle curve, o le salite tanto ripide da mettermi paura. Non mi piaceva che qualcuno a me sconosciuto mi stesse così vicino. Io che ci metto tanto ad avvicinarmi a qualcuno.
      Di quei tempi non rimane che un ricordo nostalgico. Ti abbraccio

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  10. Non prendo pulman da tanto, lo considero quasi un mezzo vintage, come legato per me a un’epoca del passato… pensa che alcuni ricordi nitidi, oltre alle classiche gite scolastiche, risalgono a un viaggio in Inghilterra quando avevo 18 anni, quando andai a studiare l’inglese a Cambridge… e un pulman in particolare mi è rimasto impresso, quello che mi portò da Londra a rivedere in quella cittadina un ragazzo di Padova che avevo conosciuto gli ultimissimi giorni della vacanza – ti pareva, la solita fortuna! – e il viaggio di andata e ritorno fu pieno di emozioni… la mente, si sa, si aggrappa a questo per fermare istanti e immagini…
    La treccia è soffice come gli amori giovanili più teneri e il miele rende tutto più dorato, anche la nostalgia…

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    1. E come dimenticarli ricordi così piacevoli. A quelli ci si aggrappa eccome e pur volendoli scansare proprio non si riesce a rimuoverli. Pensa che anche io ho un ricordo come il tuo. Il pullman lo prendevo per arrivare fino a Palermo e trovare l’amore di quel tempo. E ricordo ancora adesso tutte le sensazioni del viaggio di ritorno. Erano intrise di nostalgia, ma erano teneri. Di quella tenerezza che solo a quella eta si ha.
      Un abbraccio a te e buon fine settimana Fra!

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  11. E’ incredibile quanto ci si possa ritrovare in momenti, pensieri che si vivono, anche se si è a km di distanza. Viaggio tanto, in questo periodo, sempre per passare da una casa all’altra, divisa, ancora per poco, spero, tra Roma e Napoli. E i miei viaggi sono proprio in pullman, spesso, ritrovandomi a perdermi in pensieri, a rincorrere l’orizzonte, a contare quanti alberi ritrovo sul cammino e quante colline ancora mancano per arrivare a casa. Mi ritrovo a viaggiare sotto un cielo che cambia colore, dall’azzurro rosato del tramonto, al blu intenso della sera. E quante volte lascio che quella confusione che ho nella testa trovi ordine, diventi la voglia di realizzare un desiderio, che cresca piano piano, con cura, come fa questa treccia, morbida e con uno dei miei mieli preferiti.
    Un abbraccio grande grande 🙂

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    1. Le nostre coincidenze! O semplicemente, il nostro continuo sentire seppur distanti. Ma accomunate dallo stesso viaggio, con l’unico mezzo che a quanto pare ci ha fatto sognare, sperare, immaginare e vivere una realtà un po’ immaginaria. Ma intensa. Grazie per questa tua condivisione, ho sorriso leggendola…un abbraccio immenso a te

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