Conserve

Totò e i suoi detti.

“Quannu lampia ra matina, mancia, vivi e statti in cucina”
Diceva così Totò quando la pioggia ci faceva visita la mattina presto. E seppur in casa fossimo presi da altro, tanto da non sentirlo, quel rumore, alla fine, capivamo lo stesso che ci avrebbe fatto compagnia: la pioggia.
Lo capivamo perché Totò spuntava all’improvviso e quando gli si chiedeva la motivazione lui rispondeva “se lampia ra matina, mancia, vivi e statti in cucina”.
Tornava dalla campagna con aria compiaciuta. Mostrava in viso tutte le rughe che il tempo gli aveva donato.
Indossava sempre una camicia a quadri, non ho mai capito perché non potesse sceglierne una a righe. Ma a lui piaceva. E non c’era verso di controbattere.
Era generoso. Ed ogni volta che entrava gli correvamo incontro. Faceva scivolare lentamente le mani in tasca ed estraeva ciò che la natura gli aveva donato. Scoppiavamo di gioia. E lui con noi, nel vederci sorridere.
Quando tornava così presto però scunsava tutti i piani. Era d’improvviso un corri corri, solo per spicciarci e fargli da mangiare.
Non era esigente. E neppure chiedeva. Ma quel silenzio quannu s’assittava diciva assai.
In fretta e furia ci dividevamo i compiti. C’era chi rassettava e chi finiva ciò che aveva iniziato. Ma u chi fari l’aviva sempri. E se al pranzo capiva che mancava tempo lui preparava con cura la frutta per le conserve.
Gli piaceva. E ancor di più che potesse di una stagione portarsi ogni volta qualcosa.

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Pesche sciroppate

Cosa occorre:
1 chilo di pesche
500g di zucchero di canna
1 litro d’acqua
1 limone

Per prima cosa sterilizzate i barattoli di vetro in acqua bollente. Lasciateli raffreddare e asciugateli con un panno pulito.

Lavate accuratamente le pesche, pelatele ed eliminate i noccioli. Tagliatele a metà e immergetele nell’acqua con il succo del limone, in modo che non si anneriscano.

In una pentola versare l’acqua, aggiungete lo zucchero e fate bollire per una decina di minuti.
Versate le pesche nello sciroppo e fate cuocere per altri 10 minuti a fuoco basso.
Spegnete il fuoco e fate sgocciolare le pesche. Versatele poi, nei barattoli di vetro.
Fate addensare lo sciroppo ancora un po’, versatelo nei barattoli e chiudeteli.

Sterilizzate nuovamente i barattoli in acqua bollente. Lasciate raffreddare, asciugateli e riponete in dispensa.

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40 thoughts on “Totò e i suoi detti.

  1. mmmm….pensa che non le ho mai preparate!
    Mi segno la tua ricetta…ed anche il detto di Totò, che francamente non so pronunciare nel vostro dialetto, ma che ho ben compreso in tutta la sua verità!
    Un bacione amica

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    1. A me invece, piace moltissimo prepararle. Mi regalano l’emozione di qualcosa che resta, nonostante tutto. Sono così le stagioni…è un dare/avere ed io, afferro al volo ciò che posso pur di non perderlo. A presto dolcezza

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  2. Bellissimo racconto! Mi sembra quasi di vedervi, piccoli e indaffarati, a preparare il pranzo. La cucina è un dono, no?
    Credo che la saggezza di un tempo merita sempre di essere tramandata e ricordata.
    Anche mia nonna faceva le pesche sciroppate, da noi si fanno con le percoche ed io le adoravo! 🙂
    Un abbraccio,
    Annalisa

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    1. C’era così tanto a quei tempi. Era un tutto fatto di niente. Eppure si era tanto felici, si apprezzava tutto molto di più. E ricordarne qualche pezzo riporta in vita quei momenti.
      Sono felice che apprezzi e grazie sempre della tua infinita gentilezza.

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      1. C’era così tanto perchè ci si accontentava di poco: le piccole grandi cose che rendono la vita significativa e che poi si ricordano per tutta la vita…non credi? 🙂 I complimenti sono sinceri, e poi è bello condividere le stesse passioni!

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  3. Mi piacciono questi post dove il dialetto racconta scene di vita vissuta e credo che la saggezza popolare sia da tenere in considerazione. Persone abituate a stare nei campi, a osservare la natura, a regolarsi alzando semplicemente gli occhi al cielo. Tutti questo ha evocato in me dolci ricordi, quando mio nonno mi portava con sé in campagna. Già all’epoca, zitta zitta ascoltavo ciò che mi raccontava della natura e lo conservato nel cuore. Sarà per questo che in mezzo al verde e al silenzio rinasco ogni volta. Grazie per questa condivisione. A presto

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    1. Ultimamente è come se sentissi il bisogno di tirarli fuori. Forse è l’ingresso di questa nuova stagione che spazza via la patina di polvere sui ricordi e li irradia di luce nuova. Mi portano a quei tempi, così come è accaduto a te…e d’improvviso un sorriso mi si stampa sulle labbra.
      Se chiudo gli occhi, mi vedo lì. Dietro gli alberi a spiar loro mentre lavorano. Mi vedo a raccogliere i frutti che loro lasciavano a terra, ed io non ne capivo il motivo. Mi pareva peccato che nessuno li portasse con sè. E allora, ci pensavo io col mio piccolo cestino a raccogliere gli scarti altrui. Perché mio nonno diceva che pure dagli scarti si può far qualcosa.
      Erano i tempi fatti di pure è semplice felicità.

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  4. Adoro questi ricordi, scorci semplici di vita quotidiana che insegnavano assai! Come è cambiato tutto, tanto!
    Mai provato a fare la frutta sciroppata ma tengo la tua ricettina, deliziose le pesche così!!!
    Buona giornata 😘

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    1. Quei tempi mi appartengono oggi più che mai. E me ne accorgo solo adesso. Mi sarebbe piaciuto viverli quei tempi…
      Quella lentezza, la semplice scoperta che la felicità non sta altrove, accanto a noi. Quel modo naturale di accontentarsi senza cercar nulla, senza pretendere nulla in cambio dalla vita. Perché quello era di per sè il regalo più grande. E loro lo sapevano. Oggi, è tutto così fugace, a volte, forse pure triste…
      Ma bisogna comunque trovar il bello in ogni cosa. E allora io, chiudo solo gli occhi e fantastico un po’. Poi, sto meglio. Felice pomeriggio a te Ketty

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  5. Sai che ho una predilezione per la parlata siciliana? mi ci sono imbattuta la prima volta leggendo Montalbano, all’inizio è stato durissimo ma poi mi ha conquistato. Il mondo è proprio cambiato tanto in questi anni, e se devo essere sincera il “tempo di Totò” mi manca. Niente fretta, rispetto della natura, anzi, sentirsi proprio parte della natura, adattare i propri ritmi ai ritmi della natura. Purtroppo oramai ce lo siamo dimenticati.
    Adoro le pesche sciroppate ma non le ho mai fatte. Da noi si in estate si facevano chili di confettura ma non si sono mai fatte sciroppate. Chissà poi perchè

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    1. Beh Elena effettivamente non è facile da comprendere il dialetto nostro. Specie quello dei paesini…mamma mia, non ci si capisce granché. Montalbano certamente aiuta molto in questo. Quantomeno ne da vagamente l’idea.
      I tempi di Totò come avrai notato ultimamente mancano pure a me.
      Mi manca quella lentezza, quella voglia di non perdersi dietro a cose sterili, ma il continuo restar fermi e concentrati sulle cose importanti.
      La frutta sciroppata è buonissima. A me diverte molto prepararla.

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  6. I barattoli delle conserve sono davvero dei contenitori magici… racchiudono le stagioni al loro interno per farcele assaporare in ogni momento! Sono un po’ come le sfere di neve, che basta agitarle un po’, per far scendere i fiocchi e la magia dell’inverno!
    Le tue ricette sempre meravigliose, le foto sempre poetiche, e il dialetto… lo adoro 😉
    Buona giornata Melania, ti abbraccio

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    1. Io li vedo esattamente come li hai descritti tu. Contenitori magici da riempire con ciò che si vuole, solo per poterlo ritrovare dopo. È una magia che non ha prezzo.
      Raccogliere per conservare ciò che più di una stagione mi piace.
      A presto tesorino 🙂

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  7. Melany!! Mi pare d’essere la in quella cucina con tutto quel daffare!!! Il tuo raccontare fa sentire la tua nostalgia che viene dal cuore! E Totò con la sua camicia a scacchi e l’aria saggia! Par di vederlo!!!! Pesche sciroppate che bontà!!! Al solito mi fai ripensare alle estati in campagna e quel pesco tanto carico di frutti da essere tutto curvo! Alle giornate passate in cucina per trasformare quel bendidio e riempire la dispensa!!!!!quanto sei brava!!!! I tuoi scatti uno spettacolo!!!! Ti abbraccio Patty🎈

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    1. Sento la mancanza di quei momenti, di quei luoghi che fatico a vedere stando un città. Li ho nel cuore. Ma vorrei poterli rivivere ancor di più. E allora, trasformo quella nostalgia in un ricordo che riesco a toccare solo se chiudo gli occhi. E quando li riapro, tutto sembra più facile. Ed è bello vedere come ai miei ricordi si associno quelli altrui…
      Sono contenta che le foto ti piacciano amica mia. Un abbraccio e ci sentiamo presto ❤️

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  8. Vedo che negli ultimi post stai riaprendo i cassetti più preziosi e dal fondo infinito… quelli dei ricordi. Mi stupisce sempre il momento in cui tutto torna alla mente, così presente, come se avessimo tolto una tenda che ripara una finestra. Le parole scivolano da sole, anzi, forse non vedevano proprio l’ora di uscire… un po’ come le pesche dal barattolo di vetro, quando dopo essere state a lungo vicine vicine, quasi in apnea, strette strette, finalmente ri-vedono la luce (naturale) e ritrovano le mani di chi con cura le aveva messe a riposare lì… 🙂

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    1. Non so come o cosa sia accaduto. Ma è successo qualche post fa. Quando la penna scivolava sul foglio bianco con estrema naturalezza. C’erano parole. Un mucchio di parole che quasi non riuscivo a contenere. Come se sentissero il bisogno di mostrarsi. Io mi sono solo posata lì, tra una lettera e l’altra. Mi sono lasciata dondolare da quelle parole…
      Come le pesche che non aspettano altro di venir fuori ed esser mangiate. :)))

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  9. In quel vasetto ci sono delle buonissime pesche sciroppate che io tanto adoro…ma soprattutto ci sono racchiusi dei ricordi che raffiorano vivi più che mai! qui si legge della semplicità di un uomo che conosceva il vero valore delle cose, della natura, del tempo, dei ritmi che non vanno forzati…chissà, oggi queste cose sembrano in via d’estinzione e riuscire a mantenerle vive è una sfida! Ad ogni boccone di pesca dolce sarebbe bello riflettere su tutte queste cose…un abbraccio :***

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    1. Quella scoperta di semplicità, di felicità attraverso le piccole cose viene sempre meno. Eppure, io percepisco nell’aria la voglia di riviverli quei momenti. Percepisco la voglia altrui, di allontanarsi da questa costante corsa che sembra portar qualcosa, solo per rendersi conto che alla fine non porta nulla.
      Io non smetto di crederci che tutto questo possa accadere. Accorgersi che il poco è tanto. Il niente, tutto.
      E magari, nel frattempo ci gustiamo le pesche…un abbraccio tesorino.

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  10. Sai Melania mi hai fatto ricordare mio nonno che purtroppo ora non c’è più, ero pazza di lui. Tornava dalla campagna con sempre qualcosa in tasca e io correvo verso lui felice più che mai… ricordo ancora il suo sorriso. Adoro le pesche sciroppate… un abbraccio fortissimo.

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  11. Bellissimo questo racconto coi termini dialettali che conferiscono un sapore speciale al tutto, portandoci ancora di più in quel mondo.
    Le pesche sciroppate sono una dei miei cibi preferiti! Troppo buone!

    Fabio

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  12. Che ti devo dire? Io adoro la Sicilia e anche se faccio fatica a capire esattamente il significato delle parole, ne capisco il senso e mi piace troppo … Sembrano semplicissime le tue pesche. io ho provato a farle una volta ma di sicuro ho sbagliato qualcosa perchè sono andate in “pappa”. Nel senso che si sono un pò disfatte nello sciroppo. Spero di avere il tempo di provare la tua ricetta. Un abbraccio Melania e salutami la mia bella Sicilia.

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