Vellutate

Vellutata di funghi e patate, con crostini croccanti e pepe rosa.

Non mi ero resa conto di quanto alcune cose potessero mancarmi. Almeno, non fino a quando a mostrarmelo sono stati i gesti di qualcuno che neppure conoscevo.
E non me ne ero accorta neppure quando erano state delle semplici parole a palesare l’evidenza di quella mancanza.
Sembrava quasi assurdo sentirne di quelle parole l’appartenenza. La continuità di gesti che si ripetevano e che erano lì, a ricordarmi qualcosa.
Perché io qualcosa la ricordavo.
E così l’altro giorno, mi è tornato in mente quando tutti insieme si andava nei boschi.
Non ne ho un ricordo nitido, piuttosto sfocato, direi. Ma sufficiente a ricordarne la sensazione e la gioia inconsapevole di quel giorno.
Andare nei boschi non era qualcosa a cui ci si preparava, piuttosto capitava all’improvviso. E quando accadeva aveva sempre l’aspetto di qualcosa di magico.
Il profumo intenso degli alberi preannunciava l’arrivo di una stagione che amavo.
Le foglie protese sui lunghi rami si mostravano senza alcuna timidezza, come se non avessero paura neppure del vento.
I sentieri lunghi e ripidi si vestivano di passi che si perdevano nella lontananza di un altro sogno.
La luce, invece, sembrava carezzare la pelle, ma senza scaldarla troppo.
C’era la voglia di raccontarsi, ed insieme ad essa il desiderio di afferrare tutto prima che il buio potesse portar via ogni cosa.
La ricetta di oggi è frutto di un piccolo raccolto che mi è stato donato.

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Vellutata di funghi e patate, con crostini croccanti e pepe rosa.

Cosa occorre:
150g di funghi
2 patate
1,5 di brodo vegetale
2 fette di pane
Olio extravergine d’oliva
Sale
Pepe rosa
Foglie di prezzemolo
Aglio
Scaglie di grana

Come procedere:
Pelate le patate e affettatele piuttosto finemente.
Pulite i funghi ed eliminate la parte terrosa del gambo.
In una casseruola fate rosolare uno spicchio d’aglio con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva. Unite le patate, aggiungete un po’ di pepe e lasciate cuocere.
Nel frattempo, affettate i funghi e uniteli alle patate. Lasciate cuocere per almeno venti minuti e coprite con il brodo.
Quando sarà pronta aggiustate di sale e frullate il tutto nel mixer.
Tagliate a dadini non troppo spessi il pane e lasciate cuocere in forno fino a che sarà dorato.
Versate la vellutata in una ciotola, profumate con qualche foglia di prezzemolo, pepe rosa, scaglie, un filo d’olio extravergine d’oliva e per finire i crostini di pane croccanti.
E buon appetito a voi!

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61 thoughts on “Vellutata di funghi e patate, con crostini croccanti e pepe rosa.

  1. che bella questa vellutata autunnale! non ho mai utilizzato così i funghi, e devo dire che non vedo l’ora di rimediare a questa mancanza! molto interessante anche l’utilizzo del pepe rosa, deve dare un profumo meraviglioso! complimenti cara e buon inizio di settimana 🙂

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    1. Tizy io amo le vellutate proprio perché mi permettono di apprezzare ciò che non amo. Ed i funghi ne fanno parte. Sono tra quegli alimenti che ho bisogno di gustar solo in un determinato modo. E nessuno era migliore di una vellutata.
      Provala quando ne avrai voglia :))

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  2. Che bontà! La ricetta ed il tuo racconto mi hanno ricordato le passeggiate nel bosco da piccola con nonno e papà a raccogliere funghi 🍄, la nonna poi li cucinava sul fuoco del camino! Adoro quando le ricette e gli ingredienti ci riportano a momenti così belli… grazie tesoro ❤️

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    1. Ti immagino, sai?
      Quasi riesco a vederti con quel tuo cestino piccolo, quel sorriso che hai, mentre attraversavi tale meraviglia. I boschi sono luoghi magici. Non tutti hanno la fortuna di averne vicino e stupirsi di fronte a cotanta bellezza.
      Io aspetto con ansia solo un’occasione da cogliere al volo per riandare nuovamente. Qui sù, proprio vicino l’Etna c’è ne uno che aspetta solo di essere esplorato.
      Grazie a te, per aver condiviso il tuo ricordo. ❤️

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  3. Adoro le passeggiate in montagna, le trovo così “introspettive”. Non ho mai avuto il coraggio di andare a raccogliere funghi, non li conosco, ma camminare per i boschi sentendo il profumo della rugiada, il tappetto soffice delle soffice sotto ai piedi, è una di quelle cose che mi mette davvero in pace con il mondo. E questa vellutata mi ricorda tutto questo, avvolgente e amorevole.

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    1. Mette pace, si.
      Regala una bella sensazione che è difficile poi, scrollarsi di dosso.
      Neppur io, riuscivo sempre a riconoscerli i funghi. Mi piaceva l’atmosfera, l’aria che profumava, le foglie che potevo raccogliere.
      Amavo i rami che trovavo lungo il sentiero, quasi volessero indicarmi una strada. C’erano perfino dei tronchi che facevano da sgabello, quando si era troppo stanchi.
      È una mancanza che sa come farsi sentire. Bisogna solo trovare il modo ed il tempo per rivivere tutto questo.
      E intanto, sapersi coccolare e scaldare…

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  4. Mi piacciono tantissimo le foto. Mi fanno venire voglia di assaggiarla questa vellutata, e a me i funghi non piacciono.. quindi complimenti 🙂

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    1. Mi hai ricordato che anch’io lo dicevo a mia madre, quando preparava qualcosa che non amavo molto. Mentre lei, si affannava a trovar la maniera per farmi piacere ciò che aveva preparato. Non ci riusciva sempre, ma quando accadeva rivedo adesso la sua gioia. :))

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      1. Sono felice di averti portato alla mente dei ricordi piacevoli, riuscire a far mangiare una cosa che non piace a qualcuno è sempre una gran soddisfazione 🙂

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  5. Adoro le vellutate, le zuppe e tutto ciò che “riscalda” non solo il cuore.
    Adoro il comfort food e tra un po’ inizierò anch’io con un po’ di ricette …
    Melania, hai preparato la mia preferita che purtroppo quest’anno non ho fatto per una esigua scorta di porcini.
    Guardo la tua ed è un po’ come se avessi assaporato la mia.
    Un caldo abbraccio … come la tua zuppa!

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    1. Simo, le vellutate piacciono moltissimo anche a me. Ne preparo tante, anche se qui ne ho condivise poche. Inizierò a farlo, poiché le trovo deliziose. Ed ho scoperto essere un buon rimedio per quelle verdure che amo poco.
      Quella di funghi e patate è forse un classico, ed è proprio per questo, quando il freddo comincia a farsi sentire, io mi affido a qualcosa che sa scaldare.

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    1. Simo la verità è che sto aspettando il freddo a braccia aperte. Perciò, faccio ciò che posso per accoglierlo. E nulla mi sembra migliore di una vellutata…
      Sono contenta che ti piacciano le foto. Che fatica ultimamente farmele piacere.
      Un abbraccio

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  6. Ci sono cose del nostro passato che, a volte, restano chiuse nel cassetto dei ricordi e basta una scintilla, un profumo, una parola detta, a farle tornare fuori, come non fossero sbiaditi mai. Hai fatto ricordare anche a me delle gite in montagna a cercare funghi, la paura di mia madre che ne beccassimo di velenosi e la mia curiosità nel cercare di capire come si facesse a riconoscere quelli buoni da mangiare. E il profumo che poi c’era in quei cestini. Oggi ancora guardo incuriosita e affascinata chi sa riconoscere i funghi e ancora mi accovaccio accanto a un fungo, quando ne trovo sulla mia strada. E, magari, chissà, ci sarà qualcuno a suggerirmi di essere buono e pronto per tuffarsi in una vellutata calda e profumata come la tua. Era da tempo che non passavo qui e trovo le foto ancora più belle e calde. Baciotti, tesoro :*

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    1. Ci sono cose che restano dentro. Si sedimentano lì, in quel posticino piccino, non curanti di tutto il resto.
      E come hai detto tu, a volte, basta solo soffiarci sopra. Togliere via quella patina per farli riemergere.
      Gli ingredienti, specie quelli poveri, quelli che arrivano dalla terra fanno questo effetto nella mia cucina, e tra le pagine bianche che aspettano solo di esser riempite.
      Anche i miei avevano paura che ci accovacciassimo accanto a qualcosa che non dovevamo neppure toccare. E noi sapevamo. Ma c’era quell’emozione inspiegabile di fronte ad una natura che regalava quel dono.
      Chissà, magari, adesso saprei riconoscerli da sola anch’io.
      Ti stringo forte e a presto. ❤️

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  7. Ciao Melania! Mi hai fatto ricordare di quando da piccola andavo in montagna con nonni, zii e cuginetti…come mi piaceva raccogliere l’origano! Il bosco in autunno deve essere meraviglioso! Tempo fa sono andata a raccogliere le castagne ma qui non è la stessa cosa. Durante le vacanze invece siamo stati alle Forre, a visitare dei siti archeologici Etruschi…sembrava di stare su un altro Pianeta! 🙂
    Funghi e patate è un’accoppiata infallibile! La tua zuppa sembra chiedere solo di essere assaporata! 🙂
    Un abbraccione,
    Annalisa

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    1. Annalisa, io sono cresciuta in un paese. Almeno fino al liceo. Le nostre domeniche erano fatte di gite o scampagnate all’aria aperta. Ogni occasione, era buona per riunirsi e far qualcosa. All’inizio, detestavo andare. Mi annoiavo e non capivo molto il da fare. Poi, pian piano c’ho preso gusto e seguivo sempre i nonni o papà. Pensa io adoravo raccogliere le lumache…
      Accipicchia se ci penso ancora che bel ricordo.
      Chissà che bello sarà stato visitare i siti archeologici etruschi.
      Sono ricordi da tener stretti stretti.
      Funghi e patate varcheranno ancora insieme la soglia della mia cucina.
      Buonanotte 🙂

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  8. Sai che anche io da qualche anno a questa parte sento la mancanza del rapporto con la natura e con i boschi? con le passeggiate lungo i sentieri che facevo da piccola, quando dopo la fine della scuola facevo l’oratorio estivo e andavo in montagna! Mi mancano da allora, e credo che quando ne avrò la possibilità ci tornerò! questa tua vellutata di oggi ha tutto il sapore del bosco e del sottobosco, della parte più vicina alla terra e al muschio, mi piace tanto, dà calore e soddisfa!! e poi complimenti per le foto, vedo che stanno diventanto sempre più belle!!! un bacione

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    1. Non si andava spesso nei boschi, ma quando accadeva era una gioia immensa. Il profumo, il raccolto, la gioia frammista alla paura nel cogliere qualcosa che neppure conoscevamo.
      La natura sa regalare forti emozioni. È come se ti rimettesse in pace con te stessa e con tutto ciò che hai intorno.
      È come se ti desse una seconda possibilità. Quella di apprezzare le cose per quel che sono, poiché la loro bellezza è esattamente quella.
      Come la vellutata. Semplice ma profumata di ricordi…
      Dovresti tornare quando ne avrai l’occasione.
      P.s: sono felice ti piacciano le foto! Ultimamente sto in crisi perché io penso il contrario.
      Un abbraccio 🙂

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  9. E’ strano come ci rimangano dentro dei ricordi sbiaditi di alcune cose del passato.
    A parte il pepe rosa che mi dà sempre un po’ di problemi, ma direi facilmente sostituibile, il ricordo invece di un piatto, tipico “comfort food” è indelebile.

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    1. Mi chiedevo anch’io come potesse accadere. Mi domandavo come profumi, ingredienti o certi sapori potessero portarmi indietro nel tempo.
      Eppure, succede!
      E quando accade bisogna solo lasciarsi andare a quel ricordo. Bisogna percorrerlo e magari tirarne fuori qualcosa. Come la zuppa, insomma.
      P.s. Il pepe può essere sostituito, si.

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  10. Mi piacciono i ricordi sfocati, quelli di cui intravediamo solo frammenti nella nebbia della mente. Sono i più belli, i più preziosi. E i piatti che riescono a rievocarli sono sempre speciali. Buona questa zuppa: con i funghi non la faccio mai, ma voglio provare.

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    1. La cucina, gli ingredienti che raccolgo, quelli che mi vengono donati o quelli che vado a prendere al mercato, mi permettono di fare lunghi viaggi verso una strada chiamata ricordo.
      Mi permettono di scavare dentro e tirar fuori momenti sfocati di una vita vissuta tempo fa.
      La cucina ha un potere enorme. Arricchisce l’animo ed il palato. 😉

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  11. Riesci sempre ad emozionarmi. I tuoi racconti sembrano uscire dai miei stessi ricordi , dei profumi provenienti dai cesti dai raccolti del bosco….semplece e buona la tua zuppa. Un’abbraccio

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    1. L’emozione è mia, nel trovarti qui.
      Abbiamo sempre avuto questo feeling io e te. Abbiamo sempre amato (rac)cogliere i ricordi, come fossero funghi per poi sentirne l’odore nell’aria.
      La zuppa è semplice, ma ha quel tocco in più che la rende speciale.
      Ti abbraccio❤️

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  12. Amo molto le vellutate, sono il comfort food per eccellenza, l’anno scorso ne ho fatta una simile con funghi e patate servita nel pane! Deliziosa la tua e le foto poi….stupende. Bravissima

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    1. Io ho iniziato ad apprezzarle troppo tardi. Ricordo la prima volta che mi accostai ad una vellutata fu proprio perché gli ingredienti con la quale era stata preparata neppure mi piacevano.
      Sconoscevo però che il segreto di chi voleva che l assaggiassi era proprio quello. Smettere di aver pregiudizi verso gli ingrediente.
      Così mi piacque. E pure tanto.
      Da lì in poi, mi si apri tutto un mondo che pian piano ho esplorato.
      Ricordo la tua Tiziana. Bellissima come sempre! ❤️

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  13. Stasera avrei tanto desiderato una vellutata o una zuppona bella calda, ma mia madre ha avuto la bella pensata di comprarmi il pollo arrosto, che per carità, mi piace…ma viste le temperature, la zuppotta ci stava anche meglio, magari proprio una come la tua. 😉 Quella di patate e porcini di solito mi piace molto, non avevo mai pensato al pepe rosa però, lo confesso.

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    1. Questa è per me la prima di una lunga serie. Non l’ho preparata prima poiché da me, in Sicilia, non smette mai d’esser estate. Ed ora, che inizia ad esserci il primo freddo ne avevo proprio bisogno! Sentivo la necessità di dovermi coccolare con qualcosa che potesse scaldare.
      Il pepe rosa è un tocco speciale e merita d’esser notato.
      Un abbraccio

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  14. Eccomi finalmente ci sono,non potevo perdermi questa buona zuppetta confortante,come avrai capito io i funghi li adoro specie i porcini e in questo periodo li uso tantissimo,sono una favola,proverò la tua calda vellutata so già che mi piacerà da matti.
    Hai sentito che freschettino stamane 😉

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    1. Ketty mi ero persa il tuo commento!
      Pare che finalmente il freddo sia arrivato. Finalmente possiamo sentirlo sulla pelle.
      So quanto adori i funghi, ultimamente li ho rivalutati anch’io. E la zuppetta non poteva mancare nella lista di “ricette da provare”
      Un abbraccio!

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  15. Bellissime le tue foto Melany!!!!!💟 Sempre più brava!!! Con zuppe e vellutate poi sfondi una porta aperta!!!! Io le adoro e come te al primo freddo non posso farne a meno.! Proverò questa che non ho mai fatto…il tocco di pepe rosa con il suo profumo inconfondibile mi piace molto!
    Ti abbraccio ..:ultimamente i miei commenti sono spariti….inghiottiti da chissà quale buco nero…spero non faccia la stessa fine questo…misteri della tecnologia!😂 Abbracci e baci amica mia !! Patty 💟

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    1. Piacciono molto anche a me le vellutate. Pensa, oggi ne faccio una con lenticchie rosse.
      Mi piace mescolare più verdure o legumi insieme. Ne riesco a sentire il profumo e questa con funghi e patate nella mia cucina non manca mai.
      Sono felice ti piacciano le foto Patty! Ultimamente sto impazzendo poiché a me non piacciono molto.
      Crisi post-corso!
      P.S. Non ho trovato tuoi commenti tesoro. Ci presterò attenzione, promesso!

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  16. Sono strani, i ricordi. Si nascondono sottopelle, o in un cassetto, ma poi ritornano, forti, fortissimi. Spesso i profumi della cucina li risvegliano, così come i sapori. O a volte è un’immagine, potente, che fa ri-scorrere il film nella mente. Altre volte ancora sono le parole, anche di altri, che ri-accendono l’interruttore. Qualsiasi sia il click, comunque, rivivere tutto nitidamente è una delle sensazioni più belle per me… come se si compiesse una magia: il tempo si annulla, noi torniamo bambine o alcune persone sono ancora con noi… come se mangiassimo allo stesso tavolo, come una volta, una vellutata fumante e saporita, che racchiude affetto, oltre che funghi…

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    1. I ricordi sono belli quando si vestono di nostalgia. Quando addosso hanno tutta l’aria di qualcosa che vuol restare, anche se non c’è più.
      E non parlo solo dei ricordi legati a qualcosa, ma anche quelli legati a persone.
      È un po’come fare un salto indietro nel tempo. La possibilità di ri-vivere quel momento. Di ri-sentire quei profumi, i sapori o semplicemente meravigliarsi davanti quell’atmosfera.
      Un po’come è accaduto con la mia vellutata…

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  17. io ti invidio i boschi, in questo nord troppo industrializzato la campagna è tutta ordinata e per trovare qualche pezzetto di terreno che abbia la parvenza di un vero bosco bisogna far chilometri… detto questo la tua cremina è favolosa e cercavo proprio un’idea per la cena.

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  18. Ecco, per esempio adesso sei tu che hai risvegliato in me lontani ricordi … c’è stato un tempo, tantissimi anni fa, in cui abitavo in una cascina, di fronte all’ingresso di un bosco e spesso entravo a raccogliere castagne o funghi, in stagione. Il rumore del ruscello che scorreva lì di fianco e il canto degli uccelli, erano gli unici rumori. E io tornavo a casa con la cesta piena di funghi o di castagne … bellissimi ricordi. Ottima la tua vellulata e grazie per i bei ricordi

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    1. Non riesco ad immaginare sensazione più bella nello svegliarsi e sentire tali rumori.
      La magia di quel posto, la natura che dona, senza chiedere nulla in cambio, se non rispettarla.
      È il mio sogno. Andar via dalla città e svegliarmi un giorno in un posto assolato, tutto mio, con nulla attorno.
      E chissà, fare lunghe passeggiate e rientrare poi, con cestini colmi di quello c’è.
      A presto Terry 🙂

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    1. Io, di quei momenti ne ho solo un vago ricordo.
      Dopo essermi trasferita dal paese alla città, stranamente ho avuto poco l’occasione di andare.
      È per questo che tengo stretto tra le mani quell’istante.

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  19. Sì, è davvero dolce, quanto malinconico, il momento in cui ti accorgi di una ‘mancanza’. Di momenti quasi inconsapevoli, che quando hai vissuto parevano normalità e poi si sono rivelati attimi preziosi che ti ritrovi solo a pensare.. a volere di nuovo, nella loro perfetta luce, nella loro perfetta composizione… di amore, di profumo, di persone che ami. E talvolta che non ci sono più. Proprio come quegli istanti.. destinati ad essere un ricordo prezioso, da rivivere così, con una vellutata come questa: un piatto, un’emozione. Eterna… Bravissima stella. Inutile dirti che io nei boschi trovo tutto… è dove vorrei sempre essere.

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    1. Dolcissima Ely, il punto è che certe mancanze sono difficili da sopportare. Anche dopo lungo tempo.
      Poiché non si tratta solo di un istante vissuto che poi, si tramuta in ricordo, ma di qualcosa ben più forte che si sedimenta dentro.
      Ed è proprio per questo che vorremmo restasse intatto, quel ricordo.
      Vorremmo che avesse lo stesso profumo di allora, lo stesso sapore…e allora, facciamo il possibile per ricostruirlo.
      Io l’ho fatto attraverso una vellutata. Attraverso il sapore di ingredienti provenienti dalla terra. Terra che tu conosci bene!
      Ti abbraccio 🙂

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