Secondi

Frittelle di sinapi.

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Sembra difficile crederlo.
Non riuscire a separarsi da un luogo, solo perché farlo significa separarsi da se stessi.
È stata questa la sensazione provata lo scorso weekend. Lungo quella strada, piccola e tortuosa, dove l’aria vibrava di pensieri ed un timido sole lentamente riponeva il suo ultimo sbadiglio.
Fra gli alberi altissimi filtrava la luce fioca e le tenere ombre finalmente potevano giocare disegnando sul corpo.
Dentro e intorno solo pace.

Una calma che riempie i vuoti.
Un silenzio che mette fine ai rumori assordanti. Una luce che riempie lo stato d’animo colmo di emozione.
Non mancava nulla in quel luogo. Ed io, dopo tanto tempo sentivo nuovamente di farne parte.
Ho accettato si raccontasse. Che mi parlasse di quel che era stato e di quell’inevitabile percorso chiamato “vita”
È stato immensamente bello ascoltare qualcosa che già sapevo, ma con un suono del tutto nuovo.

In quella minuscola frazione di strada, le vecchie case erano appena adornate, la luce così calda che filtrava dalle finestre, altro non era che un dono da accogliere. Come quei pensieri che piano si snodavano tra i fili di vecchi ricordi, mentre il giorno lentamente sfumava.

Ho raccolto delle erbe spontanee proprio lungo quei bordi. Dalle nostre parti si chiamano “sinapi” o “amareddi” hanno un retrogusto leggermente amaro, ma vi assicuro che sono buonissime.

 

 

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Frittelle di sinapi.
Cosa occorre:
1 mazzolino di sinapi
1 uovo
Sale
Pepe nero
3 cucchiai di farina 0
Prezzemolo q.b
Mezzo bicchiere d’acqua frizzante

Come procedere:
Iniziate dalla verdura. Lavatela accuratamente, dopodiché versatela in una casseruola con acqua salata e fate cucinare per almeno 20 minuti.
Nel frattempo, preparate la pastella. In una ciotola versate la farina, l’uovo, il sale, il pepe, il prezzemolo precedentemente tritato e mezzo bicchiere d’acqua frizzante. Mescolate la verdura, tagliatela a pezzetti non troppi grandi e unitela alla pastella.
Scaldate l’olio e iniziate a friggere le frittele aiutandovi con un cucchiaio.

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41 thoughts on “Frittelle di sinapi.

  1. Ci sono luoghi che si lasciano letteralmente vivere, ascoltare, immortalare in scatti che prendono il cuore. Ci sono luoghi che ci camminano dentro, si lasciano percorrere in lungo e in largo, e tu puoi solo lasciarti andare a provare emozioni. Sono belle queste “gite” fuori porta, dove vai per (ri)trovarti. Conosco le sinapi, io non le amo molto per via del loro gusto amarognolo, ma conta che come i bambini, sto imparando a mangiare le verdure in maniera tardiva! Mi piacciono comunque, non ha importanza il gusto personale…e questi scatti stanno diventando più profondi e vanno a scovare la parte più sincera delle cose belle. un abbraccio

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  2. Ciao Melania! Non conosco le sinapi, dovrò documentarmi! 🙂 Anche questa volta mi riporti indietro nel tempo: mi piaceva molto da bambina accompagnare mia nonna a raccogliere erbe ed asparagi selvatici! 🙂
    Credo di capire la sensazione “di distacco” che hai provato…pensa però alla gioia che proverai quando tornerai la prossima volta! In città certi luoghi sembrano appartenere ad un altro mondo, ma per fortuna che c’è internet ad accorciare un po’ le distanze! Quando andiamo via portiamo con noi un pezzetto di quel sole, di quegli alberi, di quel silenzio, di quell’atmosfera e quelle emozioni…così da sentirli più vicini…fino alla prossima volta! 🙂 Tu hai fatto esattamente questo con la bella ricetta delle Frittelle di Sinapi, no?
    Buona Settimana ed A Presto,
    Annalisa

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    1. Io, invece, pensa che sono quasi cresciuta tra le campagne. Sono cresciuta raccogliendo lumache, erbette, finocchietti selvatici e chi più ne ha più ne metta. Solo che a quei tempi ero troppo piccina per capire e apprezzare. Ecco, il perché del mio tornar indietro.
      Per (ri)vivere ciò che ho scordato o non vissuto, come avrei dovuto e (voluto)
      Il distacco cessa di esistere se i passi fatti a ritroso sono gli stessi che servono per ritrovarsi.
      Felice settimana Annalisa :))

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  3. Ogni tanto dovremmo tutti ritagliarci un po’ di tempo per ritrovarci, magari facendo proprio una passeggiata in un luogo fuori dal tempo. In silenzio, ascoltando i suoni della natura e ascoltando i propri pensieri, il proprio cuore.
    Sai che non avevo mai sentito nominare queste piante spontanee? e non credo neanche di averle mai viste in giro. Credo che le adorerei perchè amo i gusti amari.

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    1. Dovremmo farlo spesso Elena! Non può che farci bene, al corpo ed alla mente. Io tutte le volte che torno dalla campagna mi sento rinata. Per questo sto rivalutando tantissimo la mia maniera di vivere, cercando quanto più possibile di concedermi queste piccole spazi dove natura e benessere vanno di pari passo.
      Anch’io amo il gusto leggermente amarognolo, ed in queste erbette lo si sente appena. Ti piacerebbero sicuramente! Alla prossima:)

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  4. …adoro passeggiare possibilmente nei campi, mi rimette in pace col mondo, mi fa spaziare con la mente, mi rasserena e…niente, queste sinapi proprio non le conoscevo, ma come vorrei avere sottomano una delle tue frittelle per scoprire il loro sapore…
    Ti abbraccio cara

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    1. Passeggiare in questi luoghi ci trasporta in un altrove non troppo lontano, ma necessario a riprendere il fiato e le forze.
      Aiuta a distendere i pensieri, dilatare un tempo che non smette di correre.
      Aiuta a sentirsi per sentire meglio. E perché no? A guardarsi intorno e scoprire meraviglie.

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  5. Ciao Melania, i nostri paesaggi sono “magici” così come i prodotti della ns. adorata terra.
    Mi piace molto la senape, preparo delle frittelle simili alle tue ma con farina di ceci e ricotta.
    Le tue saranno buonissime … come sempre!!! Un abbraccio

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    1. Simo queste ultime settimane ho avuto maggiore possibilità di (ri)vederli quei luoghi. Rivederne ogni piccola sfumatura, ogni minuscola e strettissima curva e raccogliere sul bordo, negli angoli nascosti le erbe spontanee.
      Ho avuto modo di risentire quel calore, di vedere quei colori come fossero dipinti sulla tela della nostalgia…

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    1. Grazie ketty! Una ricetta davvero semplice che ha come ingrediente principale la nostalgia e l’amore per le cose che restano. Nonostante tutto. Nonostante passi il tempo, ogni cosa resta immutata.

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  6. Mi perdo piacevolmente nei tuoi racconti incantati di luoghi e di natura viva, in cui le erbette diventano protagoniste nella loro semplicità di gusti e di sapori autentici. Come le assaggerei! Un abbraccio Melania

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    1. Grazie mille Serena! Cerco solo di raccontar(mi)e attraverso ciò che vedo. Tutto ciò che mi circonda è fonte d’ispirazione e tornare indietro nel tempo è ciò che amo di più. Amo proseguire il cammino non dimenticandomi mai dei passi fatti.

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  7. Certi luoghi rimangono indelebili nel nostro cuore e ci riportano indietro nel tempo. Ci fanno sognare, piangere (anche di gioia) e ricordare. Bellissimi colori e paesaggi come le tue frittelle se potessi ne prenderei subito una. Le sinapi non le conoscevo e non le ho mai mangiate. É sempre interessante scoprire nuovi ingredienti! Grazie per questa bella ricetta e per le tue stupende parole! 🙂

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    1. Mile (ri)scoprire loro (i luoghi) significa trovare me stessa. Significare guardare indietro, solo che al mio fianco ho un bagaglio più ricco. Pieno di tutte quelle consapevolezze acquisite. Rivedere quei luoghi è un po’ percorrere tutto ciò che è stato e anche quello che non è avvenuto. È sorridere per i passi fatti e gioire per le piccole cose. Le erbe selvatiche sono proprio tipiche della mia terra. Hanno un gusto un po’ amarognolo e preparate così sono davvero buone.

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  8. Mi capita spessissimo questa sensazione, soprattutto quando sono in un luogo che mi lascia davvero senza fiato, immagino di poter rimanere lì per sempre: ed è anche per questo che non lascio mai la fotocamera a casa, perché voglio ricordare ogni singolo angolo del posto che sto visitando!
    Interessantissima ricetta, comunque!

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    1. Neppure io mi separo da essa. Ormai, io e la mia macchina fotografica viviamo in simbiosi e, tutte le volte che posso portarla con me, non esito neanche un po’.
      Specie se ci si trova di fronte ad un luogo meraviglioso e si ha voglia di raccontarlo, non solo attraverso le parole, ma anche tramite ciò che vediamo.

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  9. E’ da ieri che sono icuriosito da questo nome e non potevo non venire a togliermi il dubbio! Io, purtroppo, da cittadino puro, poco e niente ne so di erbe selvatiche e cose del genere e resto sempre affascinato! Complimenti!

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    1. Ne conosco poche anch’io. Ma ultimamente ho l’abitudine di perdermi tra le campagne. Raccoglierle, scoprirle, sentirne i profumi e quel retrogusto un po’ amaro rende dolce la scoperta. A presto!

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  10. …invece è facile. Ci sono luoghi che vibrano in sincronia con il nostro respiro…e che gioa trovarlo. Che dolore allontanarsene. Tu ti sei portata dietro un bellissimo ricordo direttamente da Madre Terra.
    Un abbraccio!

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    1. Certi luoghi restano dentro. E ci si accorge di questa sensazione proprio quando ce ne distacchiamo. Quando crediamo di averne dimenticato ogni contorno, ogni colore, ogni sua minuscola forma. Certi luoghi restano intatti. Dentro di noi e fuori.
      Il tempo non muta le cose, lascia quella magia lì, dove i rumori si affievoliscono.

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  11. impressioni “di viaggio” che raccontate da te diventano poesia, esattamente come queste frittelline “rustiche” e genuine che bucano il video. Insomma, i sinapi non li conosco, purtroppo; in realtà dovrei dire che non li ri-conosco, perché sicuramente ci sono anche da noi, come moltissime altre erbe spontanee di cui ignoro la commestibilità. Questa mia mancanza mi infastidisce molto, ma poiché non trovo un’anima pia che mi sappia indicare e insegnare l’antica scienza delle erbette selvatiche, mi devo rassegnare. Le foto sono stupende… già detto? Un bacione

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    1. Sto riscoprendo una cucina diversa ultimamente. Sto facendo un percorso che non è solo esteriore, ma soprattutto interiore. È cambiato il mio modo di vederla, di sentirla, apprezzarla senza più affannarmi per la ricerca di chissà quale ingrediente. Ho sentito e sento tutt’oggi il desiderio di muovere passi verso ciò che è stato, e procedere verso ciò che è, e sarà. Proprio per non perder(mi)e più nulla. Neppure le piccole erbette che fatte così sono buonissime! Un abbraccio

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  12. Bellissime le passeggiate nel verde, sentirsi integrati con l’ambiente che ci circonda e poi la sera mettersi a spignattare con il bottino della giornata.. è da tanto che non riesco ad avere un momento di tranquillità così, sei stata fortunata a goderne! E le frittelline sono magnifiche, adoro ciò che si riesce a realizzare con le erbe di campo, anche se queste non le conosco proprio, probabilmente dalle mie parti nemmeno crescono!
    Un abbraccio forte 🙂

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    1. Diciamo che ultimamente sto molto più attenta a non lasciar scappare le cose. Compreso il tempo, che ahimè invece, ama tantissimo correre e giocare.
      Ho deciso di afferrarlo e viverlo senza più privarmi di nulla, neppure di quelle piccole cose a cui prima non badavo.
      Ed è lo stesso tempo che mi trasporta in luoghi meravigliosi. Che mi riporta indietro apprezzando tutto ciò che ho intorno. Compreso ciò che cresce ai bordi delle stradine. Sentirne tutti i profumi e innamorarsi di nuovo, come fosse la prima volta…

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  13. Mi mancano le passeggiate in campagna, quel perdersi tra i campi e quel cercare erbe, farfalle, coccinelle, sentieri, angoli di ombra… per avere tutto questo, devo scappare un po’ fuori dalla città e spero di farlo presto! A volte si sente proprio il bisogno di ri-stabilire un contatto con la natura, di specchiarsi nel suo verde che timido ritorna e di camminare respirando un’aria del tutto diversa… chissà se incontrerò mai gli amareddi, forse qui è più facile beccare la cicoria, ma aguzzerò la vista e intanto assaggio una frittella, per scoprire che sapore ha! 😀

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    1. Per concedersi lunghe passeggiate alla ricerca di erbe, piante, fiori e coccinelle bisogna sicuramente spostarsi. Anch’io vivo in città e, per quanto non sia facile ritagliarsi momenti del genere faccio il possibile per non farli mancare. Del resto, come mi dicesti tu una volta “basta anche svoltare l’angolo per riscoprire meraviglie”
      Solo che stavolta l’angolo non mi è bastato e in men che si dicesse mi sono catapultata in aperta campagna. E voila’…lascio a te immaginare la gioia provata di fronte a quello scenario. Immenso e così intriso di colori. Ne ho fatto scorta a sufficienza, dovesse magari qualche nuvola fare capolino.

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  14. Credo che il cambiamento di cui parli sia volto verso ” l’essenziale “… è il cammino più saggio che l’essere umano possa compiere. Grazie per il tuo dire così profondo…. e la ricetta io
    l’ apprezzo molto perché amo particolarmente le erbette selvatiche amarognole, che tra l’altro si abinano alla “lettera” col tuo post. Felice Martedì 🌹

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    1. I cambiamenti non sono mai facile da attuare. Spesso richiedono tanta energia e forza d’animo. Ma sono necessari. Per crescere. Per non rischiare di fermarsi su qualcosa che ci porta via solo del tempo. Un tempo, che oggi, più che mai è assai prezioso.
      Perciò cammino, corro, cado e mi faccio male, ma sono pronta a rialzarmi, proseguire il cammino e afferrare ciò che desidero. Felice martedì a te.
      Grazie di essere passata da qui. D’avermi letta e un po’ capita.

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