Dolce

Cerco l’altrove, ma alla fine torno qui.

Ha un odore inconfondibile. Un odore quasi intimo che sa di quei fili che legano i vecchi ricordi. Ed è bello tornarci. Sentire dentro quella stranissima sensazione come chi sta in bilico, tra dubbio e certezza, paura e speranza.
Rimanere inchiodati con le valigie a terra e la porta spalancata e, decidere se varcare la soglia di quella penombra a tratti nostalgica.

Mi piace tornare a casa. Tornarci ogni volta che voglio. Stringere la maniglia, percorrere il pavimento che ricorda ogni mio passo. Cercare subito la poltrona di pelle pronta ad accogliermi.
Guardarsi intorno dove tutto si è compiuto e sentirsi al sicuro, al riparo da tutti quegli spifferi che raggelano l’aria ed il cuore.
Dovremmo avere tutti un posto così, un posto chiamato casa. Dove i giorni si riempiono di cose belle, dove la libertà profuma dei petali di fiori appena sbocciati.
Dove le distanze lunghe, lunghissime che sembrano perfino infinite, si accorciano. Dove non importa se non c’è il sole, si riconoscerà comunque ogni vibrazione, ogni soffio, ogni sospiro del vento.

Mi piace tornare a casa e sapere che nel perimetro di una stanza, quella stanza è racchiusa una storia immensa, tanto quanto lo è un abbraccio.
Trovare conforto nei gesti semplici, nelle cose che restano intatte, nonostante il passare del tempo e, che lasciano segni meravigliosi che toccano l’anima.
Mi piace che le cose intorno profumino di vissuto e mai di rimpianto. Di scelte prese, strade seguite. Del vento che gioca con l’aria a render tutto leggero, anche ciò che non lo è.
Delle finestre spalancate alla vita dove la migliore prospettiva è quella che non riesci mai a vedere, solo per la voglia di lasciarsi ancora stupire.
[Ti ho portato ovunque, tranne qui]

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Per il Lemon curd:
2 limoni
80g di zucchero semolato
2 uova
50g di burro morbido
1 cucchiaio di farina di riso

Lavate accuratamente i limoni, asciugateli per bene e grattugiate la buccia. Divideteli a metà e spremete il loro succo, unite il cucchiaio di farina e mescolate.
In un pentolino fate sciogliere a bagnomaria il burro aggiungete lo zucchero e le uova precedentemente sbattute. Unite il succo e la scorza e continuate a mescolare fino a quando la crema non si sarà addensata.
Fate attenzione: la crema non dovrà mai bollire.

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Per i waffles:
150g di farina d’avena
150g di farina integrale
80g di zucchero di canna
1/2 bustina di lievito
1 pizzico di sale
2 uova
40g di burro fuso
300ml di latte

Yogurt bianco+ Lemon curd

Come procedere:
Iniziate separando i tuorli dagli albumi. Questi ultimi in una ciotola capiente montateli a neve ferma.
Nel frattempo, sbattete i tuorli con lo zucchero fino a quando il composto sarà diventato spumoso. Incorporate il burro e mescolate. Unite le farine (setacciate), il lievito ed il pizzico di sale.
A filo, iniziate a versare il latte sempre mescolando fino ad ottenere una pastella. Infine, incorporate gli albumi mescolando dal basso verso l’alto.
Quando l’impasto sarà pronto lasciate riposare 15 minuti. Scaldate la piastra dei waffles, versate la pastella e lasciate cuocere per qualche minuto.
Servite con lo yogurt mescolato con crema Lemon curd. L’ispirazione arriva da lei:

http://everydayflavours.blogspot.it/2017/04/owsiane-gofry-z-makiem-i-jogurtem.html?m=1

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48 thoughts on “Cerco l’altrove, ma alla fine torno qui.

  1. Si torna sempre dove si è stati bene, perchè la nostra natura è così. Viaggiamo, cerchiamo, vogliamo conoscere, ma poi alla fine si ritorna dove noi possiamo sentirci al sicuro, a casa appunto. Ma casa è una metafora per descrivere una stanza, un abbraccio, una canzone, un luogo, poco cambia, il concetto rimane quello. Queste tue ricette mi piacciono per questo motivo, hanno il profumo di casa, di qualcosa insomma che ti riporta qui perchè qui si sta bene. 😀 Adoro moltissimo il lemon curd e sentire il profumo dei fiori di limone per me è qualcosa di magico…un po’ come questa ricetta da prima colazione o da merenda…mi piace!

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    1. (Ri)torniamo sempre dove il cuore batte. Dove le emozioni non hanno mai fine, dove i passi si susseguono dando vita a qualcosa di unico e speciale. Torniamo sempre dove ci sentiamo accolti ed al sicuro. Che sia una casa, una stanza, un abbraccio, una carezza, poco importa…ciò che importa è il voler sentire tutte quelle sensazioni. Afferrarle e stringerle. Ciò che importa è fermare quell’istante, rendersi conto di quanto sia prezioso tutto ciò che abbiamo. Sorridere a quella felicità e non voltargli le spalle. Sono felice tu ti senta così tutte le volte che arrivi qui. Vuol dire che ciò che faccio arriva nell’unica misura che desidero che gli altri percepiscano. L’amore per le parole che racconta ciò che sento, anche attraverso il cibo. Ti abbraccio Silvia

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  2. Hai davvero reso l’idea di cosa sia “casa” Melania. E’ il luogo dove ci si sente accolti, riconosciuti, capiti…anche dai pavimenti, dalle poltrone, dalle stesse mura. Quando ero più giovane, davo per scontato tutto ciò e talvolta mi andava stretto, ma ora è quanto di più confortante ci sia. Confortante come la tua crema al limone, che adoro e che con i waffles, dev’essere speciale. Brava sempre tesoro!
    Bacio grande,
    Mary

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    1. Che se ci pensi tutto parte da lì. Da quelle piccole cose, minuzie che spesso neppure consideriamo. I pavimenti che calpestiamo, le mura che ci proteggono, le sedie che ci cullano…ogni cosa è casa se racconta e vive con noi.
      Succede di guardar le cose sotto altra prospettiva, col tempo. Riusciamo ad apprezzarle davvero, a goderne senza alcuna pretesa.
      Io sono partita da qui. Dove tutto è iniziato. Dove il profumo era la prima cosa che sentivo appena sveglia. Dove la semplicità era sinonimo di felicità. Dove bastava accorgersi del poco che d’un tratto diventava tutto.
      Sono partita da un raccolto piccolo, dei limoni che hanno inebriato la cucina e da una colazione di una domenica lenta.

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  3. Presto avrò un posticino tutto mio, una casetta al mare che non vedo l’ora di far diventare “mia” nel vero senso della parola, dove arrivare e sentirsi bene, sentirsi protetti e al sicuro.
    Ti racconterò…
    Un bacione cara e…il tuo lemon curd è una favola…

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    1. Simo chissà quanta emozione proverai…spero sia come tu la desideri, spero possa accoglierti come un dolce abbraccio. Quando vorrai dirmi, son qua! Intanto, io aspetto con ansia e ti tengo compagnia parlandoti della mia.
      Di quanta fatica si faccia a trovarla una casa e, poi arriva. Quando meno l’aspetti. Quando pensi che costruire non serva più.
      Ecco, son pronta ad incollare mattone dopo mattone. A ritinteggiare tutte le pareti. Colorarle di un giallo immenso, come il sole, come la crema buonissima, spalmabile sui waffles golosi.

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  4. Tesoro… innanzitutto complimenti per questa dolcezza.. in tutto. Nelle tue creazioni come nelle tue parole.. e quella lemon curd aggiunge un tocco frizzante, come l’aria di cose nuove e di vecchi e preziosi ricordi. ❤ Mi piace sentire questa descrizione di 'casa'.. forse perchè sarebbe la stessa definizione che ne darei io. Ma io 'casa', davvero, non l'ho mai trovata. E resto sempre un albero in cerca di un posto dove poggiare le sue radici…. mentre intanto porto con me una sorta di inquietudine. Ho 'un posto dove dormo', un posto 'dove mangio'.. ma vorrei sentirlo così mio… Un abbraccio stellina. tvb ❤

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    1. Mia cara Ely, casa è dove ci si sente al sicuro, dove nessun vento farà mai paura, dove le finestre altro non sono che un tramite tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Casa è dove la pioggia scivolerà via, lasciando sui vetri una leggera impronta. È dove le foglie fanno da coperta quando il freddo sarà così gelido da insinuarsi sotto pelle. È dove le radici appaiono come matasse difficili da sbrogliare, ma col tempo e la pazienza tutto si può fare.
      Ely, tu vivi in ogni luogo perché hai una forza d’animo che ti contraddistingue. Ogni cosa che sfiori assume l’aspetto di una nuova vita. Forse una casa che desideri non l’hai, ma vive in te quanto di più grande possa esserci.

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  5. La casa dove sono cresciuto é sempre la stessa… Anche i mobili e le suppellettili.Ma tutti noi siamo troppo cambiati….io sopra tutti…. É così chi entra lí é una persona diversa che si sente un po’ a disagio.. Tanto che ora a pensarci mi farei una scorpacciata dei tuoi waffles 😃

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    1. Quegli oggetti parlano di noi. Di ciò che un tempo eravamo e, guardandoli, di ciò che siamo adesso. Non c’è da sentir disagio. Forse, la consapevolezza di un tempo che cambia tutto e niente. Che muove tutto e tutto resta fermo.
      “Mentre noi scegliamo di essere altro, altrove.”
      Tutti i waffles che vuoi, se basta a sentirsi bene tra le cose che non sono più.

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      1. De André…Vola il tempo lo sai che vola e va,
        forse non ce ne accorgiamo
        ma più ancora del tempo che non ha età,
        siamo noi che ce ne andiamo…se frequentassi la tua casa mi sa che sarei tutto ciccia e brufoli viste le tentazioni culinarie 😃

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      2. non la conoscevo.. 🙂 poetica

        .”..ci sono bambini che aspettano quando
        verranno per spegnergli la luce,
        e uomini che hanno sfidato il tempo
        perchè qualcuno fosse felice”.

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  6. Non potevi descrivere meglio le sensazioni che la “nostra casa” ci trasmette. Pace, gioia, sensazioni, profumi, ricordi, braccia che ti stringono, mani che si accolgono. Casa è fare colazione con lentezza, tranquillità, e gustarsi qualcosa di buono fatto in casa con amore. E tutto questo è in queste foto meravigliose e in questa ricetta deliziosa. Una colazione come questa ti fa davvero sentire a casa.

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    1. La sensazione che si prova nel sentirsi nel luogo giusto al momento giusto è davvero unica. Ed è una tra quelle che difficilmente ci viene restituita. Nessun luogo ci fa sentire tanto al sicuro, protetti da tutte le correnti di vento e a accolti. Ecco, allora che la tavola si riempie di golosità, di un tempo lento di cui si vuol godere e dell’amore necessario a renderci felici.

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    1. È bello avere un posto così! Dona pace al cuore e ci rende sereni di trottolare fuori per tutto il tempo e, poi ritornare lì. In quel luogo dove tutto si compie, si mescola e si sente. Dove i ricordi sono vecchi fili col quale non vogliamo smettere di giocare. Il tempo regala la gioia di un istante che si ferma e se si ha la fortuna di afferrarlo lo si può godere in modo appieno. Anche gustando una colazione così.

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  7. Appena ho visto il tuo post mi sono illuminata! Ma che spettacolo sono quei limoni!!! Poi proprio in questi giorni avevo in programma di preparare una crostata con lemon curd e meringa. Ti é venuto benissimo, lucido e cremoso. Posso immaginare quanto sia buono avendo usato quei limoni!!!! Quando si cucina con il cuore il cibo acquista un gusto diverso! Un saluto caro e buona giornata!

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    1. I miei in giardino hanno un albero di limoni immenso e tutte le volte che torno da loro immancabilmente ne faccio scorta. Il loro profumo, quel colore intenso è imparagonabile. Per non parlare del succo che sprigionano. Prepararci una ricetta non è stato poi così difficile e, ti dirò, qualche crostatina l’ho sfonrnata pure, ma senza meringa ahimè! Attendo la tua che son certa sarà meravigliosa! Un abbraccio 🙂

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  8. Mi piacciono le tue riflessioni a voce alta Melania, mi ci ritrovo spesso. anch’io sono una sentimentale come te, anche per me una stanza può identificare il perimetro in cui è racchiusa una storia immensa, quella familiare che costituisce un patrimonio morale e sentimentale nella quale ci identifichiamo. Storie di limoni poi mi colpiscono sempre avendo geni siciliani nel sangue se fatto con limoni non trattati questo lemon curd deve essere divino! Un abbraccio grande

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    1. Una stanza può e sa raccontare tanto! Tanto di noi, di quel che siamo stati e che siamo. Racchiude tutti i sogni in un cassetto e tiene al calduccio sotto le coperte tutte le speranze. Tiene lontane le correnti d’aria, ma si illumina di luce piena se fuori brilla il sole. È il luogo dove ci si sente più al sicuro e nulla quanto questo sa esserci di conforto.
      Tornare dai miei scatena ogni volta queste sensazioni. Il raccolto, le cose semplici, le ricette che più amo…
      Un abbraccio Serena!

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  9. Ritorniamo sempre dove il cuore batte, dici bene ed è verissimo, il conforto del proprio angolo di cielo, spazio vitale che chiamiamo casa non ha prezzo.
    Adoro il lemon curd i waffles invece li ho mangiati una volta ma mai fatti in casa 😊 Un abbraccio Melania 😘

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    1. Niente ci rende felici dopo una giornata intensa se non tornare a casa e, godere di ogni minuscolo spazio e attimo! Bisogna amarla, sentirla propria. Bisogna colorarla, animarla e viverla per far sì che ci procuri un sorriso.
      Casa è il luogo che amo di più. E se poi, profuma di buono, di colazioni ricche è difficile non amarla.
      I waffles li preparo già da un po’ alternando sempre l’utilizzo di farine diverse. Sono una valida alternativa a colazioni sempre uguali. A presto Ketty !

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  10. La casa dà delle sensazioni strane. Quell’ansia di lasciare un posto “sicuro” quando si va via ed il piacere di tornarci, sapendo di essere tornati nel nostro nido.
    Ah, e poi il piacere di prepararsi ricette supergolose, vuoi mettere?

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    1. È difficile separarsi da ciò che ci fa star bene. A volte, si deve necessariamente, altre per fortuna, abbiamo la possibilità di scegliere. Scegliere dove e quando tornare. Ed in un posto così io vorrò tornarci sempre. Perché mi fa star bene, perché mi dona una pace immensa e libera i pensieri per farli andar lontani.
      E poi, mi regala colazioni come questa…semplice e golosa!

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    1. Che oggi è così raro aver un posto così. Non è per tutti ahimè, ma vorrei lo fosse perché ci si sente davvero bene. Ci si sente confortati ed al sicuro, da ogni cosa. Nell’aria aleggia la sensazione di una libera che tanto desideriamo e che, spesso fatichiamo a conquistare.
      È il mio posto nel mondo. Eppur cercando altrove, il mio tutto è qui.

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  11. Di casa parlo spesso nei miei post. Di una stanza tutta per sè ho parlato questa settimana. Il concetto mi sembra sfiori il tuo, se so leggere (bene) tra le righe e anche un po’ oltre, con fiuto felino…
    Il luogo dell’anima, dove si torna e che non si dimentica. Da cui a volte sentiamo il bisogno di allontanarci, ma solo per ritrovare poi nuovo slancio. E per riaprire la porta con più convinzione. Il distacco necessario… e costruttivo. Per riconoscere gli odori, i nostri odori preferiti. Il lemon curd lo sa, quanto è importante non far sbiadire il giallo. E unirsi al bianco.

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    1. Separarsi da alcune cose non è mai semplice, ma a volte, necessario. Serve a noi. Serve a comprenderne il loro reale valore e magari (ri)tornandoci apprezzarle di più. Un distacco costruttivo. Uno di quelli che forgia dentro e che ti tira fuori la forza necessaria per varcare quella soglia, spalancare la porta e non aver più timor di entrare.
      E poi, d’un tratto sentirsi al sicuro come non accadeva da tempo. Sentire il cuore gioire per la semplicità delle cose e, la meraviglia intorno che non smette mai d stupire.
      Come il sole che gioca con le nuvole…

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  12. E’ sempre bello tornare a casa … è bello avere un posto che possiamo definire casa e non potevi descrivere meglio queste sensazioni. Anche se io, tra le righe, leggo qualcosa di più intimo, che mi lascia un pò di amaro in bocca …. Non vedevo l’ora di avere del tempo per venire a leggermi questa ricetta. Una vera BONTA’! Te lo scrivo in maiuscolo perchè questa è una di quelle ricette che potrei mangiare a cucchiaiate, tutta in una volta, per poi avere tanti rimorsi. Sono una golosona, lo ammetto. Buona continuazione di settimana

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    1. La verità è che ci vuol tempo prima di poter trovare un luogo e sentirsi davvero al sicuro. Prima di sentirlo nostro e plasmarlo con ciò che più ci rassomiglia.. ma il fatto è, che quando lo trovi non vorresti più lasciarlo. Perché ci fa sentire al sicuro, protetti da questa bolla enorme che chiamo mondo.
      Lo stesso luogo ove preparare colazioni ricche da condividere a colpi di cucchiaiate con le amiche…

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  13. Ciao Melania! La tua Lemon Curd ha un aspetto davvero delizioso e le foto sono come sempre bellissime. Porto via con me un assaggio di crema e waffle…perfetti per coccolarsi in un periodo intenso! Molto intensa e dolce la tua descrizione della “casa”, vi traspare tutto l’affetto e l’attaccamento che provi. 🙂
    Buona Settimana ed A Presto,
    Annalisa

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    1. Grazie Annalisa, son davvero felice ti piaccia. Ultimamente ho cambiato la mia maniera di far colazione, ed i waffles rientrano tra le cose che adoro. Mi piace sostituire le farine ed alternare creme diverse. Il Lemon curd dove aver raccolto i limoni è davvero una bontà e se lo mescoli allo yogurt ancora di più. Ti abbraccio

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  14. Quando ho chiuso casa a Firenze e sono su quell’aereo 4 anni fa alcune amiche mi hanno regalato un piccolo quadretto con scritto “Home is where your heart is”. Rifletto su quello che scrivi tu e lo condivido in pieno. Poi penso a me, penso che il cuore io ce l’ho in due posti, in due paesi, in due continenti. Strano sentirsi a casa in due posti diversi, non é vero?!?! Il limone nella sua forma più sublime é il protagonista della mia prossima ricetta, credo che unendo le forze avremmo organizzato una colazione da sballo!

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    1. Forse, Marghe così strano non è! Trovo sia veritiero che casa è dove il nostro cuore trova riposo. A volte, è una stanza, altre un continente diverso. Altre ancora il luogo stesso ove siamo nate e cresciute. È dove più di tutto ci sentiamo al sicuro. Lontano da ogni paura. Tu lasciati sempre guidare…che lui (il cuore) non sbaglia mai!

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  15. Anch’io alla fine, anche se al termine di un viaggio da sogno, tutto ciò che voglio è riaprire le porte di casa mia, anche se ciò non è mai stato condiviso da mio marito, ma per me la casa è fondamentale e non sai quanto lo comprenda ora che da un paio di settimane vivo in camper con l’appartamento in ristrutturazione, senza il mio divanone soffice e il portatile sulle ginocchia sollazzandomi grazie al wifi, che chiaramente ora non ho… Mi manca tutto, la sensazione del pavimento in legno sotto di me ad ogni passo, il profumo dei fiori sul balcone, i peli del cane che volano ovunque (anche se , purtroppo, da poco ne ho uno in meno….), la vista sul bosco davanti casa… E comunque è bello, la sera, stare tutti insieme ad un tavolino giocando a carte e, alla fine, grazie a questo trambusto si è ricreata quell’intimità che solitamente abbiamo solo in vacanza. E che forse è proprio questa la vera casa….
    Un abbraccio forte!

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    1. Tati mia cara amica, hai ragione tu! Casa è quell’intima magia che si crea dal nulla, ma che resta per sempre. È quel posto speciale dove tutto comincia e finisce. Dove ogni cosa prende forma ed ha più senso. È quel guscio che ci protegge e tiene al calduccio tutte le nostre insicurezze. È l’atmosfera che si scalda, che ci incita ad aprir le imposte e far volare via i pensieri più bui. Lasciare liberi e leggeri quelli che si vestono di una stagione sempre nuova. Così come casa tua…si fa bella per assomigliare sempre di più a te e a ciò che più ami. ❤️

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    1. Certe parole non stancano mai. Assomigliano tanto agli abbracci. Di quelli lunghi lunghi che non vorresti smettessero mai. Di quei fili sottili che non hanno intenzione di spezzarsi. Che magari legano, conducono sempre da qualche parte…il nostro arriva dove il tempo si ferma e tutto sa di casa❤️

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  16. Casa è casa… ma in fondo casa è dove c’è il nostro cuore, una poltrona di pelle che ti accoglie è il sorriso del tuo amore, il pavimento che ti conosce sono gli occhi di chi ti ha cresciuta, il rumore di un fornello che si accende per sciogliere il profumo del limone e dei ricordi…casa è dove possiamo chiudere gli occhi e assaggiare i nostri sogni e questa ricetta sa un po’ di questo, di tranquilla dolcezza, di dolci risvegli, di sano e raffinato! Sempre bello passare a casa di un’amica come te, prima o poi torneremo anche noi, usciremo da questo periodo pieno e infinito in cui rincorriamo impegni, abbiamo bisogno di una bella poltrona di pelle e di un lemon curd! Bacio grande

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