Dolce · lievitati.

Di anime che si (ri)trovano, e gli intrecci che profumano di cannella.

Ti chiedi mai quanto potresti imparare dal tuo vicino? Quante cose potresti sapere se solo non ti limitassi a guardar in superficie?
Quanto del suo dolore e della sua gioia, del suo silenzio senti pulsare sotto pelle.
Capiresti che in ogni strato si cela quella forma che costantemente cerchiamo.
Quell’insieme di parole che mostrano ciò che vorremmo, ma che in realtà non è.
Ignari di questo osserviamo il divenire in maniera del tutto distratta.
Basterebbe smettere di cercare, di inciampare in quello che manca, perdere l’equilibrio per ciò che non riusciamo mai ad afferrare.
Basterebbe non rovistare, ma abitare nelle cose senza mai perdersi.

Ti chiedi mai perché un intreccio si tramuta poi in un abbraccio?
Come se in quell’abbraccio avvolgessi tutti i sogni spersi e vagabondi. Come se stringessi l’oggi e il tempo di ieri. Ciò che teniamo stretto e quello che non riusciamo mai a lasciar andar via.
Un po’ come se fosse necessario perdersi per poi ritrovarsi. In quella corrente morbida, fatta di un calore lento, quasi essenziale.
Un po’ come ingredienti che si incontrano e si amalgamano fino a diventare qualcosa di unico. Dal sapore inconfondibile.
Sono nati così gli intrecci alla cannella. Nel silenzio di un giorno, senza pretese, senza chiedere altro che silenzio. Per ascoltarsi e, per lasciare che lo stupore incontrasse la meraviglia.
Questa ricetta, così come molte altre, nasce per il piacere di condividere insieme a voi la preparazione di un dolce semplice. Impastato insieme ad altre mani, condiviso prima con chi mi vuol bene.
E come tutte quelle ricette che non voglio dimenticare mi piace trascriverla qui, in queste pagine del blog per poterne poi usufruire nuovamente.

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Intrecci alla cannella (kanelbullar)

500g di farina
60g di zucchero di canna
1 cucchiaio miele di acacia
75 g burro morbido
1 pizzico di sale
250 ml latte intero
1 cucchiaino di cardamomo tritato
7 g di lievito di birra

Ripieno
60 g burro morbido
65 g di zucchero di canna
1 cucchiaino di cardamomo tritato
1 cucchiaino di cannella in polvere
Granella di zucchero
Sciroppo d’acero

Procedimento.
In un pentolino scaldate il latte, unite il burro, il miele, il cardamomo e lo zucchero. (Mi raccomando il latte deve essere tiepido, non troppo caldo.) Spegnete il fuoco, unite il lievito e continuate a mescolare.
Adesso, poco per volta aggiungete la farina, un pizzico di sale e la cannella. Impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Risulterà un poco appiccicoso. Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare fino al raddoppio.
Nel frattempo, preparate la farcia. In una ciotola versate il burro a pomata, lo zucchero, la cannella e il cardamomo. Mescolate fino ad ottenere una crema omogenea.
Riprendere l’impasto tagliatelo a metà e stendete due quadrati di circa 30 cm.
Cospargete su uno di essi la crema al burro, zucchero, cardamomo e cannella. Fatto questo riponete l’altro strato sopra. Tagliate delle striscioline non troppo sottili arrotolatele su se stesse fino a formare un intreccio.
Riponetele su una teglia rivestita di carta da forno e lasciate lievitate fino al raddoppio.
Quando saranno pronte spennellate con lo sciroppo d’acero. Cospargete di zuccherini e fate cuocere a 180º per 40 minuti.

(Piatto, cucchiaino e tessuto) di:

http://fraterraecielo.org/

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43 risposte a "Di anime che si (ri)trovano, e gli intrecci che profumano di cannella."

  1. Sono rimasta prima incantata dalle foto, poi quando ho letto “cannella” me ne sono innamorata! Questi soffici intrecci sono magnifici e ti fanno venire voglia di mangiarli durante quelle colazioni lente dove ci si coccola un po’

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    1. Che le coccole non sono mai abbastanza. Sono un po’ come questi intrecci, ne vorresti sempre di più fino a saziarti. E ricominciare poi, quando se ne ha nuovamente bisogno. Adoro le spezie. Vado matta per la cannella. Fosse per me la metterei in ogni dolce. Che dci afferri un intreccio -abbraccio anche tu?

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    1. Basta poco per stringersi.
      Toccarsi fino a diventare un tutt’uno. Poco per avvolgere, amalgamare , intrecciare profumi, sapori fino a farli tramutare in un abbraccio. Basta poco per coccolarsi e se si inizia dalla colazione la giornata sarà felice.

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  2. E’ stato bello dare un volto a queste parole che leggo sempre con piacere 🙂
    L’abbraccio che crea una ricetta probabilmente fissa quell’intreccio per sempre o almeno finché qualcuno non decide di farlo proprio.
    Quel sentore di cannella mi piace proprio un sacco!

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    1. Lo è stato anche per me. Non c’è cosa più bella di riuscire a dare un volto alle parole. Noi, finalmente l’abbiamo fatto. È bellissimo quello che riesce a fare un social. Quando l’intento è prendere solo del buono e tenerlo stretto. Come questi intrecci, che non saranno certamente gli Iris che avete mangiato. Ahhh ma sono buonissimi davvero.

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  3. Sì me lo chiedo spesse volte cosa c’è sotto la superficie, vivo per raggiugnere il cuore e (cercare di) andare oltre…vitale per me.
    E così considerando rubo una brioche profumata e me la porto sorridendo con me… 🙂
    Buona serata Melania!

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    1. Forse è una delle cose più belle porsi questo obiettivo. Uno di quelli da Appuntare da qualche parte, come fosse un post it e rileggerlo ogni volta che serve.
      Ho capito che si può. Si può arrivare al cuore degli altri, a volte, spogliandosi perfino del proprio. Propio perché quelle vite entrino dentro di noi. Si può scoprire che l’altrove è tanto più complesso da raggiungere, tanto quanto più facile da vivere.

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  4. Una meraviglia … mi piace molto la cannella e quindi presumo che queste brioche che si abbracciano teneremente, mi piacerebbero proprio tanto. Bello ritrovarsi e impastare insieme a qualcuno e aspettare il tempo necessario alla lievitazione, magari chiacchierando, davanti a una bella tazza di tea. Io sono dell’idea che nella vita c’è sempre da imparare, dal nostro vicino e da chiunque. Inoltre bisognerebbe imparare a guardare senza poggiare lo sguardo, distrattamente, come fanno molti. Ti mando un abbraccio e mi porto via una delle tue brioche, ok?

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    1. Sarebbe più semplice se tutti riuscissimo ad andar oltre. Se non ci si soffermasse al primo strato, ma si trovasse la forza e il coraggio di vedere cosa c’è più in là. Troveremmo qualcosa di inaspettato, ma di terribilmente meraviglioso da (ac)cogliere.
      Certi intrecci servono per scoprirsi, annusarsi, toccarsi. Servono a fondersi per diventare un tutt’uno.
      Li vedo così questi intrecci profumati. L’incontro tra le spezie, un tempo lento e la scoperta del buono.

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  5. Buongiorno Melania, in questa ricetta, c’è poesia e una coccola mattutina e’ quello che mi piace, per iniziare la giornata 😊, bello impastare insieme alle persone che amiamo, sento già il profumo di cannella, una vera delizia! Un abbraccio buona giornata 😊

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    1. È il profumo delle cose buone. Di quelle che restano. Di tutte quelle cose che, pur richiedendo tempo hanno il dono di regalare tanto. Di cannella che si spande in tutta la casa, di mani che si intrecciano come fossero abbracci. C’è bisogno di coccolarsi sempre. E se si parte dal mattino è ancora meglio. Non trovi?

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  6. Sono confortevoli, profumate, danno quel senso di equilibrio che ultimamente a me vacilla, regalano un’atmosfera un po’ hygge che in questo periodo mi serve davvero… hai proposto una vera cura di coccole questa volta!
    Un abbraccio (che anche questo fa bene) 🙂

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    1. Sono tanto hygge è vero! Sarà che dopo tutte ste piogge ed il freddo costante volevo che trapelasse tutta la luce di cui ho bisogno. Ho bisogno di sole in questi giorni per spazzare via i giorni bui. Ho bisogno più che mai di abbracci, di intrecci, di persone vere, del conforto che serve quando occorre.
      [Gli abbracci non si rifiutano mai Tati]

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  7. In questo abbraccio mi ci tufferei Melania cara, in attesa di uno reale mi lascerò avvolgere da questi intrecci che profumano di cannella una spezi che amo senza limiti. Una bella ricetta accompagnata da riflessioni profonde come sai fare tu..è vero che a volte l’essenziale ci sfugge ma l’importante è accorgersene e avere tempo per rimediare. Un abbraccio grande

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    1. Non è mai troppo tardi per rimediare. Per recuperare un abbraccio perso, per donarne uno che arriva dal profondo del cuore. Gli intrecci sanno aspettare. (Noi, ne sappiamo qualcosa) ma quando arrivano regalano la gioia di un momento speciale.

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  8. a volte vorrei davvero un abbraccio vero, viviamo in un era dove orami è diventato tutto superfluo compreso gli abbracci… invece in un abbraccio si sente molto di più, si sente il calore, l’amore o la freddezza di un’amica..
    i tuoi intrecci sono stupendi e volentieri ne assaggerei uno
    sempre piu brava Melania

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    1. Mi convinco che nulla di quello che c’è li fuori sia veritiero. Ci sono tante maschere e pochi sono i volti puliti, di cui potersi fidare.
      Io vedo solo fragilità, debolezza, solitudine. Vero gran parte della gente odiarsi e non ne conoscono neppure il motivo. Questo mi lascia pensare tanto. È difficile abbracciarsi, è un po’ come (af)fidarsi a qualcuno. Pochi hanno il coraggio di tirare fuori le emozioni.
      Io non smetto di crederci negli intrecci-abbracci.

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  9. Sono sempre stata un’osservatrice, di quelle che si soffermano ad osservare le persone, quello che fanno, il modo in cui parlano o sorridono, il loro gesticolare, gli sguardi.. fantastico sempre sulle loro vite, su quale carico di felicità si nasconda dietro un sorriso appena accennato, ma così forte da illuminare da solo. Immagino anche la stanchezza dietro una testa poggiata sul palmo di una mano, il dolore di chi si stringe nel cappotto con la testa china.
    Per ognuna di quelle vite immagino un abbraccio, quelli che ricevi quando torni a casa, quelli che ti dai da sola, facendo quello che ti piace di più. I miei abbracci, come i tuoi, profumano di cannella e zucchero e questi intrecci per me sarebbero l’abbraccio più bello e dolce 🙂

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    1. Mi piace chi osserva con attenzione ciò che c’è intorno. Chi con uno sguardo incontra occhi, stringe pensieri, afferra paure, allontana ciò che non serve. Mi piace chi ha il desiderio di non fermarsi mai in superficie, ma scava, fino in fondo, per trovare anche quello che non si vede.
      Sappiamo essere attente,mentre la distrazione di un istante ci regala un intreccio che profuma di cannella.

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  10. Meravigliosamente soffici ed invitanti questi intrecci, che racchiudono come piccoli forzieri magici molte cose … golosi ingredienti, l’amore di chi li ha impastati e la pazienza di chi ha aspettato la loro lievitazione, la bravura delle mani che li hanno formati … dolci abbracci da condividere e da dividere con chi si ama.
    Buona serata
    Alice

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    1. Ciao Alice,
      dici bene tu! È quello che c’è al loro interno che li rende speciali. Quel cuore morbido protetto da mille braccia. Quel volersi concedere pur proteggendosi. È attesa, amore, tenacia, dolcezza, di chi fa di un abbraccio la gioia di un momento.

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  11. Meravigliosamente soffici ed invitanti questi intrecci, che racchiudono come piccoli forzieri magici molte cose … golosi ingredienti, l’amore di chi li ha impastati e la pazienza di chi ha aspettato la loro lievitazione, la bravura delle mani che li hanno formati … dolci abbracci da condividere e da dividere con chi si ama.
    Buona serata
    Alice

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  12. Imparare dal vicino, cercare di imparare quello che tu ancora non sai, cercare di leggere il mondo con gli occhi di qualcuno che conosce più di te e ha esperienza. Lo faccio ogni giorno. E poi fidarsi pian piano. Di anime a cui si vuole bene ce ne sono, gli abbracci, quelli sono difficili, ma ne esistono di tante forme e tanti modi. Di sicuro questi piccoli gioielli sono intrecciati benissimo, e gli ingredienti mescolati tra loro sapientemente fanno la differenza. Una spolverata di cannella e degli zuccheri come fiocchi di neve…dove si mette la firma per una colazione così? Un abbraccio

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  13. Gli abbracci, la loro stretta, il loro calore. Il loro valore, che forse si è un po’ perduto perchè tutto va di fretta e spesso non c’è tempo di fermarci… a stringere, a toccare, a trasmettere anche così che vogliamo bene, o sappiamo esserci. Che vogliamo esserci.
    Non è facile aprirsi, schiudersi come un fiore, specialmente se prima c’è stata la pioggia… ma quando si ri-alza lo sguardo e ci si osserva, dentrodentro, mettendo via la paura, ecco che le braccia vanno incontro e si muovono da sole… e cosa nasce, l’hai mostrato e servito bene.

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    1. Sembra quasi che nessuno sappia più darli. Quasi non ne conoscessero più il significato. Eppure, gli abbracci, raccontano tanto, perfino ciò che non riusciamo a dire.
      Non è sempre facile conceder(si)li, ma quando lo si fa, il cuore si apre come un fiore appena sbocciato. Raccoglie una dolcezza che parte da fuori per scoprire quanto amore può esserci all’interno.

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