Dolce

I racconti in cucina, e una gallette alle fragole e lavanda.

Mi piace così. Dopo una giornata fatta di corse, di respiri interrotti, di parole lasciate dentro al cassetto e di numeri accatastati nella moleskine, mi piace arrivare a casa ritrovare le mie cose e cercare tra pensieri che siano solo miei. Mi rivedo nel silenzio della mia cucina, seduta sulla mia poltrona rètro, a immaginare le prossime ricette, annotando gli ingredienti da comperare e pensando ai sapori da mescolare.
Mi piace raccogliermi in quei momenti, mentre immagino gesti pieni di semplicità.

La mia cucina sa raccontarmi tanto. Sa indicarmi quando è il momento giusto di mettermi ai fornelli. Sa mostrarmi quando la luce che filtra dalla finestra è quella giusta per prendere gli ingredienti e allinearli lì, disposti in fila come volessero raccontare qualcosa.
Sa consigliarmi, poi, dopo una giornata intensa di lavoro, quando è il momento giusto per preparare la marmellata o magari per mettere le mani in pasta e cullarmi con un lievitato.
Oppure sa dirmi quando è il momento ideale per tostare la frutta secca e preparare della granola che sarà la colazione perfetta per iniziare la giornata.
E poi mi suggerisce quando è opportuno lasciar perdere una preparazione, quando magari le chiare non montano a neve come dovrebbero, oppure quando la panna non monta affatto ed io vorrei lasciar stare, perché finirebbe sempre con delle corse al supermercato per prenderne dell’altra.
Ma non demordo, anche se la riuscita della ricetta viene meno.
Leggendo, cercando, scoprendo, provando e sbagliando ho capito che cucinare è il miglior anti stress che ci sia! Che scegliere gli ingredienti ponendo attenzione alle giuste dosi, cercando quell’armonia che porta alla realizzazione di qualcosa che soddisfa non solo la vista ma anche il palato fa di una ricetta qualcosa di unico.

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Gallette alle fragole e lavanda.
Cosa occorre:

150g di farina integrale
150g di farina di farro
3 cucchiai di acqua fredda
70g di zucchero di canna
Scorza di un limone
60g di burro freddo
500g di fragole
30g di fiori di lavanda

Come procedere:
In una ciotola unite le due farine insieme al burro freddo. Mescolate fino a quando otterrete un composto sbriciolato.
Unite lo zucchero, la scorza del limone, i fiori di lavanda, l’acqua e il sale. Impastate il tutto velocemente e avvolgete nella pellicola lasciando riposare l’impasto in frigo per 30 minuti.
Nel frattempo, lavatate accuratamente le fragole, tagliatele a fette e mettete da parte. Unite un cucchiaino di fiori di lavanda e un cucchiaio di zucchero.
Riprendete l’impasto, tagliatelo in più parti e stendetelo su un foglio di carta da forno con uno spessore almeno di 4 mm.
Versate al centro le fragole e ripiegate i bordi. Spennellate con il latte e fate cuocere in forno a 170º per 35 minuti.

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26 risposte a "I racconti in cucina, e una gallette alle fragole e lavanda."

  1. Ciao ricetta fantastica !! Volevo chiederti se potevo sostituire il burro con l’olio magari di riso causa intolleranze…se si mi aiuti con le dosi? Buona giornata e grazie

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    1. Ciao Silvana, puoi usare le stesse dosi per la farina e sostituire il burro con 70ml di olio. Se hai un olio dal profumo molto forte mettine meno e aumenta la dose dell’acqua ghiacciata! Fammi sapere e a presto!

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  2. Si la cucina rilassa davvero tanto, ti permette di ritrovare i tuoi ritmi, i tuoi tempi. E’ da un po’ che non riesco a rilassarmi come dico io, finisco per cucinare sempre troppo in fretta. E’ un secolo che non faccio una galette, e pensare che invece mi piace molto. Amo il suo guscio rustico che avvolte la frutta.

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    1. Io parlo proprio di questo, Elena. Il continuo correre, gli impegni costanti, le scadenze, ci portano ovunque, tranne nel luogo dove vorremmo stare. Ci si dovrebbe ricordare di cucinare per noi stesse, per il gusto di ingrediente che amiamo o per un profumo che vorremo sentire. Nulla più. Così è stato per le mie gallette.

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  3. la mia cucina ora mi parla un pochino meno…. quando eravamo in quattro allora li chiaccherava tantissimo. Comunque continua a raccogliere i miei umori. Quando sono arrabbiata faccio dolci (ma anche quando sono felice…) quindi questa ricetta la proverò sicuramente, magari domenica quando ci saranno tutti per il brunch che festeggerà le mamme☺️

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  4. Cucinare è un atto d’amore disse qualcuno…e così è se ci pensi, ma è anche tanto amore per noi stessi, perché in quel momento ci ascoltiamo, prestiamo attenzione, c’è uno scambio intuitivo tra il gesto del preparare e il sapere se è o meno il momento giusto. Proprio come hai detto tu, la panna già ti avverte se non verrà soda, oppure l’impasto crescerà forte e rigoglioso come avevi capito. Restare in cucina è sicuramente qualcosa che da bene! Impazzisco per le fragole, quel profumo intenso è qualcosa di speciale! Morderei con delicatezza una di queste gallette, mi parlano di un viaggio che ancora non ho mai fatto. Grazie ancora per gli auguri di ieri! Un abbraccio grande

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    1. Per molti è terapeutica. Per altri momento di svago. Altri ancora, invece, ne approfittano per ricercare il loro “io” nascosto per amalgamarlo al nuovo. Ma la cucina è tante cose, tutte quelle che vogliamo se impariamo a (rac)coglierle. Io, col tempo e l’esperienza ho compreso cosa farne, cosa tenere e cosa scartare. Oggi, cucino prima per me. Perché ho imparato a volermi bene, a gustare quella fetta di torta che non avevo mai il coraggio di prendere, ma per paura rifiutavo sempre. Se sarai costante e avrai tanta passione (come come sono sicura possiedi) vedrai che farai questo meraviglioso viaggio.

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  5. Condivido il tuo pensiero; la cucina è il miglior anti stress che ci sia … e anche quando le cose non vanno come vorresti, pazienza qualcosa di buono si riesce sempre a tirar fuori. Ottime le tue gallette, è una vita che non la faccio. Buon inizio di settimana Meli

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    1. Ho imparato a ritrovare il buono in tutte le cose, anche quelle più inaspettate. C’è voluto un po’, ma quando comprendi qual’è la via da perseguire non la lasci più con tanta facilità. Adesso, mi prendo i miei spazi, assaporandoli con molta tranquillità.

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  6. Non chiedo di meglio che realizzare una gustosa ricetta,(se è un dolce ancora meglio golosa come sono ah ah ah ) in tutta solitudine,mi rilassa da morire e quel silenzio intorno mi fa gustare passo passo ogni ingrediente aggiunto,un’impasto sta stendere,dare forme,colori e sentire i singoli odori,fantastico!
    una meraviglia la tua ricettina Malenia ^.^

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    1. È un po’ come volersi isolare in quegli attimi dal resto del mondo. Concentrarsi solo su quel che abbiamo davanti e intorno. Nessun rumore, se non quello dell’impastatrice, nessun profumo se non quello dei limoni e delle mandorle. Sono attimi di estrema pace, dove il reale sapore di quel che mangiamo è qualcosa che si insinua dentro tanto da non andar più via.

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  7. la cucina è il miglior antidepressivo ed antistress a me ha salvato anni fa quando decisi con un atto di coraggio di lanciarmi nell’avventura del blog. Nella cucina ritrovo la mia serenità e mi lascio anche io guidare talvolta non a caso siamo anime affini noi tesoro bello. Ti abbraccio

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    1. È terapeutica. Non c’è niente di meglio che buttarsi a capofitto in cucina ai fornelli e, lasciarsi guidare dall’istinto. Da una dispensa piena di cose buone, da ingredienti che profumano di terra o da una stagionalità che suggerisce tutto il buono da scoprire. Cura. Lenisce ogni malessere. Ogni debolezza. Ogni paura. Perfino lo sconforto.
      Cucinare sempre. Provare. Mescolare. Fino a trovare la parte più dolce (di noi).

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  8. E’ vero, si sa sempre quand’è il momento di mettersi a creare qualcosa sul bancone della cucina, come mai farlo quando si è arrabbiati perché non uscirebbe nulla: c’è un punto della stanchezza perfetta in cui cucinare è rilassante, oltre il quale si rischia di fare dei disastri e anch’io ho imparato a riconoscerne il confine. C’è l’istante creativo e quello in cui è meglio mettere in tavola un panino con il salame e persino la mia famiglia ha capito quand’è il caso di cenare con un tagliere di formaggi, ma c’è anche quello in cui la creatività ti sgorga dalle mani come un fiume in piena. E allora crei queste meraviglie.
    Un abbraccio 🙂

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  9. La cucina è una gran chiacchierona, ci sono giornate in cui ha tante parole da comunicare… ma sa stare anche in ascolto, accogliendo le nostre, di storie. A volte iniziamo noi il discorso, altre volte ci pensa lei… magari ci viene a prendere anche quando siamo stanche, perchè sa che mettendo le mani in pasta e accendendo il forno sappiamo ritrovare lo slancio… scommetto che quando hai assaggiato questa gallette hai pensato proprio questo: meno male che l’ho preparata! Sa essere, dunque, anche un’ottima consigliera…
    Che ami la lavanda lo sai bene… dal mio blondie al tuo dolce la strada è breve e direi che va anche ripercorsa nuovamente… 🙂

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