Dolce

La solitudine nei pasti e, una ciambella al limone e liquore alle mandorle.

Sono una gran solitaria, lo so ormai da tempo, ed è inutile girarci intorno. Io, pranzi e cene, preferisco consumarli in gran silenzio, e con alcune pietanze accade più del dovuto, trascinandomi altrove mentre un normalissimo pasto aspetta di esser consumato.
Ma so bane quanto mi piaccia godere e gustare un boccone in tutta tranquillità. Magari mentre in tv passa un film che mi piace, oppure sfogliando le ultime riviste comperate. Per cominciare sistemo la tovaglia: le posate, un pezzo di pane che finisco puntualmente prima di mettere il piatto in tavola e quando il tempo me lo concede, e per concludere un buon bicchiere di vino.
Per chi mi guarda è una sorta di rito, ma per me è il modo migliore per gustare il cibo e sentirne il reale sapore.
Ci sono pietanze, poi, che più di altre hanno questo effetto su di me. Hanno il dono di riportarmi altrove e ricongiungermi col passato. Hanno il potere di sviscerare emozioni, sensazioni, pensieri reconditi al quale spesso non presto la giusta attenzione.

Mi torna in mente quando i dolci profumavano dei liquori fatti in casa. Anche questo era un rituale che puntualmente si ripeteva. La dispensa si adornava di bottiglie di vetro dalle etichette colorate, mentre sul fuoco sobbolliva della frutta. Il fragolino, il mirto, il limoncello, la menta, il mandarinetto, il liquore alle mandorle, dentro ogni bottiglia c’era l’amore di chi rispettava la stagionalità e sentiva il bisogno di racchiuderla dentro una bottiglia, per gustarne il succo quanto più possibile nei giorni a venire.
Così ho fatto anch’io. Ho tirato fuori il liquore alle mandorle, raccolto i limoni dall’albero e mescolato entrambi i sapori. Ne è venuta fuori una ciambella buonissima e morbida da gustare anche a colazione.

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Ciambellone al limone con liquore alle mandorle.
Cosa occorre:
170 g di farina
130 g di farina alle mandorle
3 uova
210g di zucchero semolato
Il succo spremuto di 2 limoni
Scorza grattugiata di 3 limoni
2 cucchiai di liquore alle mandorle
8 g di lievito per dolci
50g di burro

Come procedere:
In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Al composto unite le due farine setacciate, il lievito e la scorza del limone. Mescolate e incorporate pian piano il succo del limone, il burro fuso e il liquore alle mandorle. Con una spatola mescolate l’impasto dal basso verso l’alto.
Imburrate lo stampo e versate il composto. Infornate a 180º per 45 minuti. Togliete dal forno e lasciate raffreddare.

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23 risposte a "La solitudine nei pasti e, una ciambella al limone e liquore alle mandorle."

  1. Ti confesso che anche io sono piuttosto solitaria, ho i miei riti a cui non rinuncio. Uno di questi è la colazione. Non ho mai provato l’abbinamento limone e mandorle, mi hai davvero molto incuriosito. Curiosa io, ma vedo che non sono la sola, vedo un bel musetto baffuto…curioso anche lui 😉

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    1. Ci sono quei momenti che proprio preferisco viverli in Solitudine. Starmene lì, gustare ciò che ho nel piatto e intorno, in tutta tranquillità. È starsene da soli con se stessi: per capire, approfondire, cercare, esplorare senza mai fermarsi all’evidenza. È riconoscersi, in quei silenzi e trarne l’inaspettato, quel che non cerchiamo, ma che arriva e come tale va accolto.
      E da qualche settimana non sono più sola, c’è un micetto che mi tiene compagnia e che mi regala fusa e coccole.

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    1. Un nuovo compagno di viaggio, di scorpacciate di bontà, di parole da afferrare, di passi felpati e non più nascosti. Matisse si è divertito con me durante la preparazione di questo set.
      Lui saluta e ringrazia. Buon weekend Daniela.

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  2. Questo angolino di oggi è un incanto grazie al calore che hai trasmesso con le tue foto e con le tue parole: mi ci ritrovo sul pasto in relax, che a dire il vero talora io consumo accoccolata sul divano, quando la stanchezza è troppa per una tavola decente e sono da sola, e che diventa una vera coccola (ok, poco ortodossa, ma mi fa star bene). Il dolce sa di antico, la presenza del liquore di mandorla è confortante, insomma qui si sta sempre bene, ma oggi c’è una marcia in più!
    Un bacio 🙂

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    1. Che belle parole Tati. Sai sempre come accogliere le cose belle. Non è da tutti ed il fatto che tu lo faccia la dice già lunga. Hai condiviso qualcosa che ci accomuna: il mangiar sul divano in momenti di stanchezza. Mi procura una sensazione di benessere che pochi sanno capire. A volte, credo che non ci sia nulla di più bello di sentirsi a casa nel luogo giusto per viverlo come meglio si crede. E se questo significa cena sul divano, spuntini sul letto…ben vengano questi momenti di assolata pace.
      Il dolce sa (tanto)di antico. Di quelle robe che i genitori tiravano fuori dalla dispensa dopo il pranzo di festa. Avevo voglia di respirare quella magia lì. Di cose vissute lasciate in quella parte di mondo chiamata cuore.

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  3. E qua mi conquisti senza ombra di dubbio!! Anche io amo mangiare in solitaria e magari, se sono sola, accoccolata sul divano con la ciotola o il piatto in grembo. Mi fa sentire libera e fuori dai vincoli del bon ton. La colazione poi è il mio pasto preferito e mi alzo anche mezz’ora prima del necessario, per poterla fare tranquilla e in solitudine. Dici che siamo un po’ orse? Ma chi se ne frega? Se ci fa stare bene. Questa ciambella deve essere un tripudio di profumi e aromi, figuriamoci limone e mandorle!

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    1. Ahah Terry! A dirla tutta, credo di esserlo un po’ “orsa” per quanto concerne il cibo gustato in solitudine. Non so spiegarne il reale motivo, ma mi procura un gran senso di pace assaggiarlo, mangiarlo in tranquillità. È uno dei momenti che preferisco. Un paio di anni fa, neppure mi preparavo da mangiare quando sapevo di stare sola, oggi, invece, apprezzo così tanto quel momento che ne approfitto per gustare tutto ciò che normalmente cucino poco.

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  4. Eh le tue parole dicono ed era arrivata anche la tua riservatezza….ognuno ha il suo modo ed è bello conoscersi a piccoli pezzi…ti accarezzo la mano…

    Io adoro mandorle e limoni e questa ciambella mi conquista. A presto Melania e buona fine di settimana!

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    1. Il blog mi ha aiutata moltissimo ad uscire da questo mio guscio. La cucina, la dispensa, i profumi, i sapori, le parole che accompagnano tutto questo ha preso pian piano la sua direzione. Io, in realtà, mi sono solo lasciata guidare. Come quando afferri la mano di qualcuno di cui si ha estremamente fiducia. Si arriva nei cuori altrui quando quello che raccontiamo è l’emozione di qualcosa che teniamo dentro. Ciao Mile!

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  5. La mia foto preferita, non me ne volere, è l’ultima, ahaha! Lo so, forse è scontato… ma quella testolina rossa che sbuca mi fa troppo sciogliere e il tuo nuovo amico mi ha conquistato al primo sguardo e al primo miao! E’ l’ingrediente aggiunto al set e soprattutto alla (nuova) vita, a quelli che diventeranno i ricordi del domani, ossia questi giorni in cui c’è tanto da scoprire e conoscere… vi state facendo compagnia a vicenda, meno solitudine e più fusa, meno silenzio e più giochi! 🙂 Iniziare con questa torta a colazione, immergendoti in profumi e coccole, non è un regalo bellissimo, tutto da apprezzare?

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    1. Franci chi se lo sarebbe mai aspettato! Io che ho amato poco gli animali o comunque non al punto da tenerli con me, adesso sembriamo una cosa sola. Mi manca quando non sono in casa, le sue coccole, i suoi graffi(tanti, troppi). È un batuffolino pieno di grinta e di amore. Avevi ragione tu, meno solitudine in casa e più fusa. Se penso a quel giorno mi spunta un sorrisone. Mi ha fatta disperare con le foto distruggendo tutto. Al prossimo set lo chiudo in una stanza tutta sua così può strafare!

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  6. Io al contrario soffro di restare sola a consumare un pasto o una cena…Ma questo perché lo so bene…parlando della tua ricetta invece, questa ciambella deve essere buonissima, mandorle e limone si sposano particolarmente bene! Se i limoni poi sono raccolti direttamente dell’albero, che dire, una bella fortuna!

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    1. Era così anche per me, un tempo! Ora, non più.
      Forse è il tempo o l’età, ma comprendo perfettamente che la solitudine spesso non è sinonimo di qualcosa di negativo. A volte, va colta come l’opportunità di conoscersi bene, e a fondo. Di scavare, di mescolare, di scoprire e stupirsi senza paure. Ma sorprendersi sempre del nuovo, dell’inaspettato…

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  7. Alla fine il mangiare è un rito ed ognuno se lo può vivere come preferisce. Se poi si mangia da soli, la ritualistica forse aumenta, ci creiamo la giusta situazione che ci fa stare bene.
    Se poi c’è anche un bel ciambellone con sapori e profumi genuini, meglio ancora 🙂

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