Dolce

La lentezza di Agosto, e il sapore dei fichi.

Questo Agosto continua a riempirgli gli occhi di bellezza, continua a farmi danzare senza mai poggiare i piedi ma librandomi nell’aria come fossi sospesa. Il cuore non smette di perdersi in acrobazie e sussulti, la mente prosegue il suo viaggio verso nuovi cosmi e l’ostinata ricerca della felicità.
La luce che si posa sulle cose inizia ad essere diversa. La vedo, e la sento sulla pelle che si fa via via sempre più delicata. Non è più la luce calda e rovente di qualche mese fa. Forse il presagio che la nuova stagione non tarderà molto ad arrivare, mentre questa si raccoglie lentamente dietro nuvole bianche.
È un Agosto che segna sul calendario ritmi più lenti, ma costanti come quei respiri che cerchi di contare non smarrendoti mai.
È un Agosto dove le abitudini si accomodano su una sdraio di tanto in tanto, o si stendono su un telo azzurro cielo, ma se punzecchiate all’ombra di un albero riprendono fiato come non mai.

Agosto è viaggiare, perdersi e ritornare.
È il raccolto che aspetto tutto l’anno. Le sveglie che suonano all’alba, il venticello che filtra dalle persiane spostando le lenzuola e solleticando i piedi. È il caffè: lungo, ristretto, macchiato, schiumato, da sorseggiare fin quando c’è ne. Fin quando il corpo ne è sazio e gli occhi anche.
Sono le corse mattutine, necessarie ma altalenanti dove i muscoli gridano riposo, mentre la mente va in direzione ostinata e contraria.
È un libro che scelgo, non perché consigliato da qualcuno ma perché la copertina rapisce il cuore ancor prima della mente.
Agosto è indubbiamente il periodo delle conserve. Lo spazio che si è fatto in dispensa poco prima che la stagione arrivasse attende con fervore di esser riempito. I vasetti che portano l’odore delle erbette essiccate al sole attendono di vestirsi di un nuovo sapore.
I cestini di vimini raccolgono tutta la frutta che si lascia assaggiare a piccoli morsi mentre il succo schizza sulle mani e dolcemente sulle labbra. Ripenso ai colori che la natura ci regala e che, rallegrano casa anche se fuori il sole non splende.
I fichi più di tutti mi regalano grande soddisfazione. Il verde in contrasto con quel rosso intenso quando lo si spacca in due metà. Le dita appiccicose ma intrise di quel sapore che l’estate ogni anno regala e che, vorresti restasse sempre con te.
Lo racchiudo in barattoli sottovuoto perché l’inverno possa donarmi un istante già vissuto e conservato nel tempo.
Quelli che restano si tuffano in una torta semplice ma soffice come una nuvola.

Alzatina di https://www.instagram.com/interra_ceramica

Tagliere tondo in marmo di Carrara di: https://www.instagram.com/marmolove

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Quattro quarti ai fichi.
130g di farina
130g di zucchero
130g di yogurt
4 uova
4 fichi
Mezza bustina di lievito
Scorza di mezzo limone

Come procedere:
Separate gli albumi dai tuorli. I primi montateli a neve ferma, i tuorli invece nella ciotola della planetaria insieme allo zucchero. Dovete ottenere un composto spumoso. Incorporate la farina un po’ per volta, lo yogurt, la scorza del limone e il lievito. Mescolate delicatamente e unite al composto gli albumi senza sgonfiare l’impasto. In una teglia (la mia di 20cm) imburrata precedentemente versate il composto mettete i fichi tagliati a spicchi e fate cuocere in forno per 35/40 minuti.

La ricetta mi è stata gentilmente suggerita dalla bravissima annamirgaldi.
Per la confettura ai fichi che, puntualmente ogni anno replico non applico molte varianti se non quelle tramandate da mamma. Vi lascio qui la ricetta e a presto con molte novità.

Confettura ai fichi e scorza di limone verde.
Cosa occorre:
800g di fichi senza buccia
200g di zucchero semolato
Scorza di 1 limone verde
Succo del limone.

Come procedere:
Versate in una casseruola i fichi insieme al succo e la scorza del limone. Fate sobbollire per circa 30 minuti. Con un frullatore ad immersione riducete il composto in polpa e unite lo zucchero. Mescolate a fiamma bassa per altri 15/20 minuti. Quando la marmellata sarà pronta versatela nei vasetti sterilizzati. Chiudete con il coperchio e lasciatela capovolta a testa in giù in modo da creare il sottovuoto.

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4 risposte a "La lentezza di Agosto, e il sapore dei fichi."

  1. Ciao che bella torta io adoro i fichi!!! Mi chiedevo se potevo farla gluten Free con farine naturali magari f.di riso o riso integrale e miglio o sorgo…O magari Arona di teff .mi puoi suggerire qualcosa ? Ti ringrazio e ti auguro una buona giornata.

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  2. Nelle tue righe e nelle immagini si percepisce una lentezza rilassante, quasi pigra, ma che conferisce una sorta di piacere nella lettura: mi immagino lì con te a godere del tiepido calore di un fine estate sai? Qui è ancora molto torrido, un calore quasi esagerato considerando la latitudine in cui vivo, è un agosto rovente che mi porta a prolungare una ricerca di me nella pigrizia più assoluta, una cura di me stessa che passa per lunghissime nuotate, pochissima cucina e zero blog, e che mi sta facendo tanto bene! Quei fichi mi fanno luccicare gli occhi, li adoro, ogni tanto mio marito me ne porta una sporta proveniente da qualche albero in terra di nessuno che cresce lungo la strada che lo porta al lavoro, ne faccio delle mangiate assurde (pensi che con me arriverebbero al pentolone della marmellata? Naaaa….) e fino a scoppiare!
    In questo agosto me ne sto qui, continuo a riposare e attendo l’autunno con i suoi ocra, la sua dolcezza e il suo tiepido tepore e magari poi succede che torno anche in cucina a sperimentare e fotografare.. 🙂
    Ti abbraccio!

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    1. È la lentezza di chi vuole assaporare ogni cosa senza perdersi nulla. La lentezza di un tempo che scandisce ogni attimo e che, silenzioso si annida dentro. Ti ci vedo qui, insieme a me, a godere degli attimi di sole e ad attendere trepidante l’ombra di un albero che ci ripara. Sembra quasi una benedizione quest’aria fresca che piano piano si insinua la mattina e si protrae fino a sera. Non sembra neppur di star in Sicilia. Io l’apprezzo molto! Così come apprezzo la città vuota, le strade deserte, le botteghe chiuse per andare alle ricerca di quelle che, non hanno desistito restando aperte. C’è una sorta di pace che temporanea regala benessere. I fichi ne li sono concessa prima di ripartire per un altro viaggio. Me li sono voluta gustare ed ho volutamente conservato il loro sapore dentro ad un barattolo per risentirlo in un momento nostalgico. Goditi questa lentezza. Goditi il dolce far niente…la cucina, il blog, gli impegni… non scappano. Restano lì, ad attender(ti)e.
      Un abbraccio stretto.

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