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L’estate a Copenaghen, e lo smørrebrød a modo mio.

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Vi siete mai chiesti a quale luogo appartenete? Se il posto dove siete nati e cresciuti racconta di voi, quel che siete, quel che avete costruito nel tempo e che, con forza trattenete… Io, me lo sono chiesta quando sono arrivata a Copenaghen. Quando percorrendo le vie ho trovato tracce di un luogo che neppure conoscevo. Quando sentire non equivaleva solo a ciò che i miei occhi vedevano giorno per giorno, ma a stralci di vita che iniziavo a costruire.
Non ho mai pensato ci si potesse innamorare subito di un luogo così come di qualcuno. Ho creduto per molto tempo il contrario, sperando forse in un tempo clemente, capace di assecondare, sorprendere e stupire. Eppure, mi è parso strano quando qui, le cose intorno a me sembravano portare il mio nome.
L’ho percepito negli sguardi che incrociavo e neppure conoscevo, nei suoni familiari e in quelli che, sentivo ancora non appartenermi.
In una stradina che portava le impronte di tanti, ma che, non smetteva di raccogliere le mie. In una panchina che ospitava i pensieri malinconici di chi desiderava sostare, pur viaggiando altrove.
E se il tanto desiderato altrove fosse qui, davanti a me?”
Possibile si riversi nei colori delle case o nel profumo intenso di un pane appena sfornato?
Nel cielo che un attimo prima si veste d’azzurro e l’istante dopo, corre a perdifiato rincorrendo nuvole leggere.

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La gente sembra correre, ma non smette mai di sorridere e concedersi un momento per se.

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Non l’ho trovata fredda o statica, quanto piuttosto dinamica e piena di identità, Copenaghen. Una città che ha tanto da raccontare e lo fa costruendo giorno dopo giorno un pezzetto di storia.  

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Ricomincio con più grinta e l’energia necessaria per afferrare ciò che ho lasciato. Mi vesto di una stagione che non è pronta ad arrivare, non qui, non dalle mie parti, ma che profuma di pioggia e di abitudini ordinarie. È tempo di raccoglierle e scegliere mano mano cosa raccontare. È tempo che la sveglia suoni presto la mattina, che degli zoccoli e una borsa di lino siano l’essenziale per recarsi al mercato. Lì a Copenaghen come qui c’è solo da perdersi nei colori e nei profumi. 

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La ricetta di oggi non poteva che avere il sapore ed il profumo di questa città. Parte di quel che ho assaggiato è venuto via con me, ed è rimasto piacevolmente nelle mie abitudini quotidiane. Ho fatto scorta del loro pane, che pieno di semi e ricco di profumi si distingue nettamente da tutto il resto, giocando un ruolo fondamentale nell’alimentazione danese. Quando l’ho assaggiato per la prima volta mi hanno gentilmente portato uno smørrebrød. 

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Uno strato di burro spalmato su una fettina non troppo sottile di quel pane nero, una polpetta al limone, accompagnata da cipolla e una dolcissima crema allo yogurt. Lo smørrebrød si veste di sapori sempre diversi: dal salmone, al carpaccio, all’avocado…

Qui la mia versione. 

Cosa vi occorre:

1 fetta di pane
6 fettine di cetrioli
Qualche foglia di rucola
Scaglie di carote
5/6 fettine di avocado
Sale
Pepe
Limone
Burro per spalmare

Ho cosparso il pane di burro, ed ho adagiato i cetrioli, la rucola, l’avocado, le scaglie di carote, un pizzico di sale, pepe e una spruzzata di limone.

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26 risposte a "L’estate a Copenaghen, e lo smørrebrød a modo mio."

  1. Bentornata mia cara, che bel racconto mi hai fatto sognare e le tue foto mi hanno tenuta incollata al monitor, anche io quando rientro dai miei viaggio porto con me oltre alle emozioni e all’arricchimento culturale un bagaglio di sapori che cerco di riprodurre per prolungare la vacanza.

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    1. Bentrovata Giovanna, felice di leggerti e saperti qui. Ho trascorso quasi tutto il mese di Agosto fuori, fra mare e città ho goduto appieno questa mia estate. Ma Copenaghen è stata un colpo di fulmine, uno di quelli che ti fanno strizzare gli occhi, che ti fanno sentire il cuore leggero ed i piedi pesanti. Nulla mi è mai arrivato dentro così come questa città. Ciò che ho visto, le abitudini, i luoghi, le passeggiate…quell’aria nordica che tanto fredda non è. Ho portato tanto con me di Copenaghen, questo pane stipato in valigia quello a cui tenevo di più. Ma so che altri sapori ci saranno da queste parti che me la ricorderanno.

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  2. Ciao, grazie per il post! Tornerò in Danimarca a novembre, a trovare mio figlio che vive là. Copenaghen è molto bella, ma anche altri luoghi danesi hanno il loro fascino e poi l’atmosfera è belissima, i danesi cordiali e sorridenti, non incazzosi come da noi. Il clima sicuramente non è il nostro, ma quando esce il sole è una meraviglia e i danesi escono per non perdersene neanche un raggio . Penso sia un bel posto per viverci.

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    1. Hai colto più o meno la mia stessa sensazione. Trovo sia un luogo meraviglioso dove vivere. Copenaghen ha l’aria nordica ma il calore del sud, i colori un po’ Irlandesi ma vivi e intensi. Non hanno certamente il nostro cibo e neppure il nostro clima, ma hanno una qualità di vita nettamente migliore. Mi piacerebbe riandare nella stagione fredda e viverla quando l’aria ha un sapore diverso. A presto :))

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    1. Non li ho mai visitati. Io non amo molto il caldo e l’afa, ne apprezzo ogni anno l’arrivo della stagione, ma solo perché provo a cogliere il bello nelle piccole cose. Sono più da città nordica, anche se fra tutte non credevo facesse breccia nel mio cuore proprio Copenaghen. A presto tesoro

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  3. Che begli scatti. Mi hanno colpito moltissimo i colori, le nostre città sono sempre così tristi, tutte grigie, invece li vedo le case tanto colorate. E poi tanto verde, mi fa pensare all’aria fresca e frizzantina della montagna.
    Sai che ho un debole per i pani nordici, adoro quel pane, così umido, compatto e saporito

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  4. Ma bentornata!! Che belle foto mi fai trovare … Pur avendoti seguita sui social, queste sono molto più belle e complete. Grazie per averle condivise con noi. Per la verità sono paesi che reputo troppo freddo per i miei gusti ma sarei molto curiosa di visitarli. Il MIO posto nel mondo? l’Australia, la zona nord, vicino Cairns; c’è il mare, fa caldo, ci sono foreste, fiumi e spazi immensi. La popolazione è varia e multietnica, un posto che ho subito sentito casa mia …

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    1. La Danimarca merita davvero, Copenaghen ha preso un posto proprio lì, vicino al mio cuore e sento che, il nostro è stato solo un arrivederci. Certe mete o luoghi hanno un modo buffo di comunicarci le cose. Cose che a volte, passano per vie facili e semplici da percorrere, altre per averne un’idea chiara occorre più tempo. L’Australia sarà sicuramente un luogo intenso e caratteristico. Spero di vederla un giorno. Intanto ti abbraccio

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  5. Conosco il fascino di questa città, l’ho toccato con mano… non pensavo però che potesse piacerti così, che potesse scattare un vero colpo di fulmine! Ma la vita funziona in questo modo, lascia molliche di pane per farci trovare prima o poi la strada dove camminare a cuore aperto e occhi accesi… tu puoi dire di aver trovato la tua anima gemella in fatto di luoghi, si brinda! 😉 Questo l’assaggio, il primo passo… e gli altri? Si scoprirà, il bello del viaggio non è solo la meta, ma anche tutto il “durante”…
    Grazie per avermi riportato tra quelle case, quei locali e quegli scorci, Granola è tra i miei ricordi preferiti! 🙂

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    1. È stata una scoperta per me. Intensa, meravigliosa e che, non vedevo l’ora di raccontare e condividere. Non credevo si rivelasse a me in questo modo Copenaghen. Il fascino dei luoghi di solito lo si subisce appena usciti da casa, ma è stato molto di più di quello che mi aspettavo. Perciò, brindo! Ai nuovi passi, alle mete che sembravano lontane ed invece, ti accorgi di quanto la distanza sia relativa. Ad una casa, forse da ricostruire, da incasellare mattone per mattone… lascio che il tempo si riveli, ed io, insieme a lui.

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    1. Una vacanza che mi porterò dietro per un bel po’ e chissà…forse di più. Mi ha riempito di emozioni buone Copenaghen, mi ha lasciato un gran sorriso, e poco spazio alla malinconia di un luogo che pensavo non appartenermi e invece, si è rivelata una seconda casa. Sono felice d’averla vissuta proprio come desideravo.

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  6. Ho vissuto Copehagen da novella sposa, una delle ultime tappe di un viaggio iniziato il 25 settembre del 2000, vi sono arrivata in un caldo ottobre e ho trovato una città morta, moralmente fredda, tristissima e quasi ostile, una città che mi ha delusa moltissimo e che però vorrei tanto rivivere come ho rivissuto pochi anni fa una Praga bellissima a fronte di una Praga che (sempre) nel 2000 era in preda alla miseria a e allo sconforto. Vorrei regalare una possibilità a Copenhagen perché amo moltissimo il profondo nord, perché il nostro viaggio di quando saremo liberi da impegni familiari e lavorativi sarà proprio alla scoperta del nord inesplorato, lo dico sottovoce ma sogniamo di trovarci tra alci, renne e balene, en plen air nella natura più selvaggia dormendo sotto le stelle e l’aurora boreale, e allora ci sarà lo spazio per una nuova scoperta di Copenhagen, quella che ha accompagnato il tuo sorriso di questa estate.
    Un abbraccio 🙂

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    1. Ci sono luoghi che ci mettono un po’ a svelarsi e a manifestare realmente ciò che sono. Certi luoghi hanno bisogno del tempo giusto, dell’animo predisposto ad accogliere il nuovo pur conservando il vecchio. Alcuni luoghi si mostrano timidi forse perché hanno bisogno di più tempo, e lo sanno che per arrivare al cuore degli altri non basta solo uno sguardo.
      Meritano una seconda chance certi luoghi, e Copenaghen la merita eccome. So che, quando arriverà il momento saprai accoglierla e guardarla nel modo giusto. Buon lunedì cara Tati ❤️

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