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Appunti di un viaggio, e il workshop a Torino.

Sono momentaneamente irraggiungibile, si prega di lasciare un messaggio.
È più o meno quello che accade tutte le volte che i pensieri e non solo si affollano.
Girare la chiave nella serratura della porta e sentirsi finalmente a casa, nonostante, ad ogni ritorno, sembra sia scoppiata una bomba.
Sono stati giorni intensi. La mancanza di sonno, la paura di non sentire la sveglia delle cinque, le corse per non perdere il volo, poi il bus.
La gioia di conoscere gente nuova, il confronto e l’ansia di quelle aspettative da cui non mi separo mai.
Siamo a tre. I workshop realizzati da sola e in collaborazione nel corso di questi mesi. Ognuno ha avuto un’impronta differente, proprio per raccontare tutte le sfumature del mio lavoro.
Un tempo, per farlo, mi bastava qualche foglio, il plaid sul divano e qualche cuscino di troppo a rendere tutto più confortevole.
Mi bastava restarmene dietro ad un pc per aspettare le risposte dei miei lettori, fino a quando mi sono resa conto che, da dentro, veniva fuori il desiderio di conoscerli e raccontargli aneddoti e dettagli di questo lavoro.
Torino è stata un’esplosione di sorrisi celati dietro tanta timidezza.
È stata la pioggia mattutina che, quasi, sembrava gettare sconforto, ma alla fine ci ha regalato un meraviglioso sole.
È stato un pranzo genuino, semplice, fatto di materie prime di qualità, che narrano una storia e che, ognuno, ha voluto ascoltare e assaggiare.
È stata una lunga passeggiata per scoprire, conoscersi e deporre via timidezza e paure.

Qual è il messaggio che voglio lasciare?
Parlare di contenuti e di quanto sia fondamentale crearli intorno all’obiettivo da raggiungere.
Rispondere alla domanda: qual è l’obiettivo del post? Riportare un’opinione? Informare?
Occorrono una serie di indicazioni da seguire per creare sul tuo blog un post.
Long copy e short copy è quanto ci affligge di più nel tentativo di non risultare troppo noiosi tediando chi ci legge, e neppure quello di dilungarci senza riuscire a dire.
Ho spiegato gli aspetti pratici di un piano editoriale:
Obiettivi.
Contenuti.
Tempi.
Interazione.
La difficoltà nel non averlo e di rimanere costantemente bloccati di fronte al foglio bianco.

E la costruzione di un set fotografico?
Elementi base della fotografia.
La capacità di fermare quell’istante di realtà, che passa dall’occhio del fotografo a quello della macchina.
La costruzione di un set: capire quali sono i moods, gli stili e i props da utilizzare all’interno di uno scatto fotografico: Gusto, colore, ordine per arricchire e rendere unico un set.
Si è parlato di cibo, della sua storia al fine di esaltarne gusto, ma anche colore.
Ci tengo a ringraziare le corsiste che hanno partecipato animatamente, seguendo, interagendo e portando nel loro bagaglio qualche cosa in più. Ci tengo a dire che forse il tempo trascorso è stato anche poco, il loro desiderio di sapere ed il mio di spiegare tutto ciò che so.
Ci tengo a ringraziare Lucia che mi ha sostenuta, appoggiata e seguita in questa avventura. Insieme è stato più semplice rendere speciale questo momento.

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13 risposte a "Appunti di un viaggio, e il workshop a Torino."

  1. Anche così si cresce… anzi, soprattutto così! Mettendosi alla prova, sperimentando, spingendosi oltre i confini, osando, vincendo timori col sorriso, cercando confronti e occhi complici, regalando agli altri un po’ di noi, alimentando passioni, aprendo e chiudendo valigie…
    Torino, anche se per motivi diversi, mi aspetta tra poco e sono curiosa di vederla e di mangiare nello stesso tuo/vostro posto! Le cose belle sono fatte per essere condivise, come le fotografie… 🙂

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    1. È proprio Fra! E tu, probabilmente, come me, riesci ad apprezzare la lentezza nelle cose. Perché ci aiutano a capirci, ci indirizzano verso percorsi che non conosciamo ma che, si rivelano poi esser le nostre strade.
      Ci vuole tempo, studio e dedizione ma, una passione se coltivata può diventare qualcosa in più. Goditi Torino e tutto ciò che ti regalerà.

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  2. Le soddisfazioni che stai raccogliendo le meriti tutte.
    Per ogni volta che hai combattuto la paura di buttarti.
    Per l’impegno che hai messo nel materializzare ciò che hai imparato, dentro e fuori di te.
    Per la cura con cui realizzi tutto ciò che fai.
    Per la spontaneità che hai dimostrato nel rivelarti.
    La tua bravura non è in discussione agli occhi di nessuno… ma la tua bellezza interiore, quella mi aveva fulminata. E continua a farlo.

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    1. Noi che ci seguiamo quasi dagli esordi (i miei). Noi che di parole ce ne siamo dette tante, perfino quando facevano da sostegno, o allietavano quei giorni. Noi che ci siamo subito capite, come quelle alchimie che non spieghi ma che, accorciano le distanze e rendono unico quel percorso.
      Noi, che ce ne siamo fregate di come il mondo correva intorno, di quanto veloce andasse tutto, rischiando perfino di perderlo per restare esattamente così come siamo.
      ❤️grazie di cuore.

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  3. Bisogna sempre inseguire i nostri sogni; coltivarli, accarezzarli, inseguirli e poi vederli finalmente realizzati. Nutrirli con i sorrisi. Rincorrerli da un lato all’altro di questo nostro meraviglioso stivale. Brava Meli, ti auguro davvero di proseguire su questa strada, se è quella che desideravi. Intanto ti faccio i miei complimenti e sarò felice di seguire la tua crescita perché il cammino è appena cominciato.

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    1. Bisogna crederci sempre anche quando tutto sembra impossibile e irrealizzabile. Bisogna crederci per quella vocina che, costantemente non smette di sussurrarci e indirizzarci verso strade nuove.
      Bisogna superare i limiti e fare a pugni con le paure se necessario. Io, con più grinta, dedizione e tenacia mi sento solo all’inizio di questo lunghissimo percorso. E il sostegno tuo e di tante altre non può che rendermi felice.

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  4. Bravissima, anche perché lo so che sono sempre eventi faticosi, però è anche vero che ti lasciano sempre qualcosa: io non ne faccio mai volentieri, sono una persona piuttosto introversa, il che non si collima alla perfezione con eventi di questo tipo. Eppure è vero che l’impatto emotivo è forte, che quanto ti ritorna indietro è enorme, che il contatto con la gente ti insegna moltissimo; sempre bello leggerti anche se fatico a star dietro sia ai blog che seguo sia al mio, praticamente abbandonato da molto (ma sto seguendo altri progetti e le ore libere sono quelle che sono), bello leggere delle tue soddisfazioni perché quando sono meritate è sempre un piacere!
    Un abbraccio 🙂

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    1. Strano a scriverlo e pure a dirlo Tati, ma ti assicuro che mai avrei pensato di farlo come lavoro. È fortissima l’emozione che tutte le volte spiega e raccoglie questi eventi. Il confronto, lo scambio di idee con gli altri amplifica e rafforza ogni volta sempre di più ciò che faccio. Uscire dalla nostra confort zone per iniziare ad assaporare qualcosa di nuovo che rimarrà sempre con noi. Spero di poterti leggere presto, ma so che, in alcuni momenti il tempo corre più in fretta e stargli dietro diventa quasi impossibile. Ti abbraccio e grazie per le belle parole.

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