Per non perdere il filo delle parole e un Angel Cake ai lamponi.

Non ricordo pause molto lunghe dal blog tranne i mesi estivi dove trascorro parte del mio tempo viaggiando e al mare. Mi piace in quei due mesi staccare solo  in modo parziale la comunicazione fra me e voi, poiché continua sui social attraverso la condivisione. 
Oggi, grazie a questi potentissimi mezzi è più semplice raggiungere ogni cosa, scegliere di trovarsi in un posto anche solo con il pensiero. È più semplice rintracciare la vita di tutti i giorni tanto che, restare offline diventa impossibile. 
Mi nutro in quei mesi di un’energia tutta nuova: trovare la spinta per ergersi oltre, per ripartire da ciò che si era lasciato o ricominciare un nuovo percorso fatto di nuovi passi. 
Settembre è sempre stato il mio capodanno, il mio nuovo INIZIO.
Ma intanto, Aprile e Maggio scivolano tra le mani, i giorni passano troppo in fretta e mi ritrovo a fare i conti con il lavoro arretrato, le cose da dirvi e quelle da mostrarvi. 

Quando le parole sfuggono…

Sono passate più di due settimane dall’ultimo post. Sono tornata da Milano, da una manifestazione totalmente dedicata al cibo e credevo avrei avuto il tempo per raccontarvi l’esperienza vissuta. Invece, mi sono ritrovata vestita di stanchezza e a fatica sono riuscita a trovare la giusta concentrazione. 
Mi è capitato di osservare il foglio e non trovare le parole giuste.  È come se, in questi momenti i pensieri si accavallassero uno sopra l’altro e non riuscissero a trovare una via d’uscita. 
Un tempo, entravo in apnea quando mi sentivo così e le parole venivano a mancare.  
Ho imparato a respirare lentamente e ad attenderle. A prendermi del tempo per me, lasciare che la mia routine non fosse fatta solo di buon cibo e ricette, ma di sane letture, di lunghe passeggiate, di arrendevoli corse verso un cielo azzurro o un tiepido tramonto. 

Ciò che mi fa stare bene.

Sai di cosa mi sono accorta?  Che quel senso di libertà e quella sensazione di benessere mi permette di trascrivere piccoli pensieri e tramutarli poi, in una storia. 
Mi ricordo di scrivere sempre tutto: quando si affaccia un pensiero fugace o quando una sola parola può riportare in auge qualche ricordo. 
Per lo più mi capita di trascrivere sulle note del telefono, ma se sto in casa mi piace raccogliere tutto sul mio taccuino, magari mentre bevo la mia tisana alla lavanda e camomilla. 

Anche Leggere è una di quelle cose che non smetto di fare, ma da quando mi occupo di cibo la mia libreria  ha subito un netto cambiamento. 
Ho qualche romanzo che se ne sta lì in fila insieme a tutti gli altri, devo ancora finire di leggere Calvino, un libro di marketing e social media, uno di poesie che ho ricevuto come regalo. 
Mi piace rileggere più volte lo stesso libro mi permette di notare dettagli che a volte al primo sguardo mi sfuggono. Mi capita di segnare qualche ricetta, trascrivere qualche aneddoto o semplicemente trarre ispirazione da ciò che leggo. 
Sono affezionata ai libri che ho perché ognuno a modo suo ha catturato la mia attenzione per qualche motivo, questo ha fatto si che non mi innamorassi di null’altro per molto tempo.
Mi piace poter entrare nel vissuto di ciò che leggo, chiudere gli occhi e percepire ogni dettaglio o sensazione. 

Camminare quando i passi si fanno leggeri rimette ordine tra i miei pensieri e aiuta a sentire la  leggerezza di cui ho bisogno. 

Cucinare quando nulla è stato scelto, ma per caso, all’improvviso quando il cuore ne sente il bisogno. È anche questa la cucina: l’ordine sparso di imprevedibili cose facili da raggiungere. 
La ricetta di oggi è tratta dalla rivista Sale&Pepe, con aggiunte e modifiche da me apportate.

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Angel cake con panna e lamponi
Cosa occorre:
6 albumi a t.a
130g di zucchero semolato
1 bustina di cremor tartaro
1/2 bacca di vaniglia
125g di farina

Per decorare:
80g di Lamponi
100ml di Panna fresca
70ml di latte alle mandorle Adez
1 cucchiaio di zucchero a velo

Procedimento:
– Nella ciotola della planetaria versate gli albumi e il cremor tartaro e montateli a neve aggiungendo metà dello zucchero un po’ per volta.
– Otterrete una massa gonfia e lucida.
– Incorporate lo zucchero restante e la farina setacciata. Con l’aiuto di una spatola mescolate dall’alto verso il basso.
– Quando l’impasto sarà amalgamato versatelo nello stampo da Angel Cake (non imburrato).
– Livellate la superficie con una spatola per ottenere una massa uniforme.
– Fate cuocere a 180º per 30/35 minuti.
– Rovesciate lo stampo su un piano di lavoro e lasciate raffreddare prima di sfornarlo.
– Montate nel frattempo la panna fredda di frigo con il latte alle mandorle e un cucchiaio di zucchero a velo.
– Distribuitela sul dolce.
– Completate con i lamponi

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10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anche a me piace rileggere più volte uno stesso libro… E’ come ritrovare un vecchio amico!
    Riguardo alla ricetta, ho provato di recente a fare la Angel Cake, ma riscontro sempre lo stesso problema: quando rovescio lo stampo (specifico e non imburrato) per il raffreddamento, la torta scivola giù immediatamente e si schiaccia! Invece da quel che so dovrebbe scendere lentamente man mano che si raffredda, e c’è anche chi deve “aiutarla” passando la lama di un coltello sul bordo. Da cosa può dipendere?

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    1. chicchidimela ha detto:

      Ciao! Scusa se rispondo solo adesso. Per quel che ne so io le raccomandazioni che si fanno per la riuscita di un’ottima Angel Cake sono: non imburrare o infarinare lo stampo, non cuocere a temperature troppo alte il dolce.
      La mia ad esempio non si è staccata, ho dovuto passare io un coltello. Può essere dipenda dallo stampo?? È nuovo? Il diametro?
      A presto

      Piace a 1 persona

      1. E’ nuovo, in effetti al secondo tentativo il risultato è stato un pelino migliore… Il diametro è di 20 cm. Riproverò!! Grazie! 😀

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  2. cucinaincontroluce ha detto:

    Lo so, io sono una che fa pause lunghissime tra un post e l’altro, non perché non cucini ma proprio perché spesso mi manca la predisposizione mentale, perché scrivere è il mio modo di guardare il mondo, la realtà e le persone, ma se sono stanca, anche solo mentalmente, non posso farlo in quanto finirei con l’esprimere in maniera sbagliata ciò che trasmetto tramite le parole. E allora faccio pausa, taccio, metto la penna in un cassetto.
    Ti sei riaffacciata con una ricetta bella, poetica nella sua semplicità, mi piace più di mille torte al cioccolato, di glasse colorate, di estetiche da sballo… qui c’è una base versatile ed una semplice panna dolcissima e vestita a festa da una cascata di frutta. Meravigliosa.

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    1. chicchidimela ha detto:

      Mi trovi d’accordo! Scrivere come mezzo per comunicare solo quando se ne ha voglia e non dettato da un senso del dovere. Scrivere senza sforzo alcuno, ma quando si sente una connessione con le parole tanto da lasciarle fluire liberamente.
      E tu lo fai. Comunichi ciò che senti quando occorre e vuoi farlo.
      Stavolta niente fronzoli, glasse, decori…solo la semplicità di una torta per raccontare qualcosa di più intimo.

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  3. tizi ha detto:

    quanto hai ragione! leggere, camminare e cucinare sono le cose che mi rimettono in pace con il mondo. e imparare a prendersi il proprio tempo – anche per il silenzio – è una conquista che preserva dagli affanni e crea la giusta energia che poi si trasforma in piccoli capolavori, come questa torta. un abbraccio cara!

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    1. chicchidimela ha detto:

      Sono le stesse cose che ci salvano, curano l’animo quando ne abbiamo bisogno. Preservarle rende speciale quei momenti. Ci permette di apprezzare ogni istante nei suoi dettagli. Di non perderci dietro futili ma lasciarsi condurre da ciò che amiamo.

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  4. piccolaquaglia ha detto:

    Io in mezzo ci metterei anche guardare i film al cinema, rigorosamente da sola perché così sono sicura di guardarli in silenzio… Diciamo che il silenzio accomuna tutte queste attività!

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    1. chicchidimela ha detto:

      Ahsh quindi sei una di quelle che fa chiasso al cinema??? Beccata!!! 😂
      Anch’io comunque amo il silenzio per mille motivi, guardare un film in silenzio può essere Fra questi. ☺️

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      1. piccolaquaglia ha detto:

        Nono, anzi, vado al cinema da sola proprio per evitare gente che parla! pensa che, quando posso, vado agli spettacoli delle 16 per evitare gente!

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