Firenze, il mio workshop e, una crostata con marmellata di mandarini.

È già trascorsa una settimana dal soggiorno fiorentino. Conservo ancora dentro l’entusiasmo di una bambina, la gioia di aver incontrato delle persone meravigliose e la pienezza di aver condiviso con loro un’esperienza straordinaria.
Avevo la sensazione mi mancasse qualcosa, poco prima del viaggio, senza sapere davvero cosa fosse. Ho custodito per me la possibilità che Firenze potesse distogliermi da ogni dubbio.
Il  viaggio era iniziato molto tempo prima.
Quando Davide (Blog: Eatvoila) mi ha proposto di realizzare il nostro workshop, seguirlo in questa avventura non è stato solo un atto di fiducia, ma la consapevolezza che il virtuale (a volte) non resta tale e può culminare nella volontà di andar oltre.
Così è nato il nostro primo workshop in Toscana. (Eatvoila’ | Chicchidimela)
Quando l’ho incontrato mi ha condotta al Valdirose, dove son stata subito messa a mio agio. Lì mi son sentita coccolata, in quella realtà ancora diversa dalla mia. Una realtà che spero di poter rivivere il prima possibile.
Mi sono ritrovata immersa in uno spazio che racconta la vita di persone vere e genuine, che vivono nella semplicità, che si cullano con un buon profumo, che accolgono il mattino con una fetta di pane tostato ed una marmellata alle more fatta in casa.
Non c’è voluto molto per capire quanto Paolo e Irene abbiano fatto, di quel luogo, la loro felicità.

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Perchè il Valdirose?
Avevo bisogno di immergermi totalmente in quello spaccato di vita che racconta di fiori appena raccolti per rendere accogliente la tavola.
Avevo fame di esperienze reali anche solo guardando Irene mentre nel suo grembiule di lino un po’ sgualcito si accinge a fare ciò che più ama.
E avevo bisogno di scoprire come Paolo, con il suo sorriso, spazza via tutte le paure.
Ho scoperto come le distanze si annullano quando a parlare sono gli occhi. Angela questo lo sa. Lei, che ha fatto della semplicità un pranzo perfetto condividendo insieme a noi tutte le eccellenze che esporta in Francia e oltre.

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E così, ci siamo ritrovati seduti intorno ad un tavolo a gustare pane e formaggio, salumi, olive… cos’altro potevo chiedere di più?
Sopra lascio il link del suo sito così avrete modo di andare a spulciare meglio i suoi prodotti.

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Raccontare il cibo.
Per me è proprio attraverso le parole che riemergono quei profumi che non talvota restano celati, tornano le sensazioni già vissute e diventano chiare quelle che vorremmo provare. Invece, attraverso immagini, riesco a comunicare che quanto passa da una ricetta è qualcosa di intimo: un filo invisibile che ci lega al passato e introduce il nostro futuro.
Ritrovarsi tutti insieme, seduti al Valdirose intorno ad un tavolo, è stato per me capire gli sguardi e i linguaggi, lo stile e la scrittura.
Approfondire, condividere, cucinare e scattare.
Durante il corso ho spiegato quanto fosse importante raccontare cercando sempre di trasmettere un immaginario del cibo che non sia solo visivo ma anche scritto. Mi sono ritrovata per la prima volta senza il mio grembiule e in una cucina non mia.
Di fronte a me, quelle dodici persone, piene di curiosità e aspettative, mi hanno mostrato che tutta quella emozione era vera.
Io dal canto mio, non potevo che accostare in un angolino la mia timidezza per lasciarmi guidare da ciò che più mi piace, per condividere con ciascuno di loro la mia esperienza.

Come si è svolto il workshop?

Venerdì 20|04|18. L’incontro con la classe.
Ho avuto modo di conoscere ognuno di loro, di sfiorare le loro perplessità, i dubbi, la gioia degli inizi. Ho compreso quanto fosse importante relazionarmi prima del workshop proprio per avere un’idea di chi mi trovavo di fronte. Ho percepito la loro sensibilità, l’insicurezza di una strada non ancora ben definita, ma la forza e la tenacia di chi ha voglia di arrivare.
Tutto questo è stato accompagnato da un aperitivo a base di formaggi, salumi e del buon vino.
Sabato 21|04|18.
Ci si è svegliati presto, per ritrovarci tutti insieme a far colazione. Una colazione semplice: una chiffon cake dolcissima e una torta alle mele preparata da Irene la sera prima, per render speciale quel risveglio. Una colazione che si è prolungata più del dovuto, tra foto, chiacchiere e sorrisi. La mattinata ha trovato il suo risvolto quando insieme ci siamo recati a Bientina con l’unico scopo di visitare un mercatino vintage. Rientrati al Valdirose abbiamo accennato l’inizio di quello che poteva esser un pasto per attendere, poi, il workshop.
La durata è più o meno di due ore: il corso si è suddiviso in una parte teorica e una pratica. In questo caso, la parte pratica relativa alla preparazione di un dolce è stata svolta dagli stessi ragazzi. La serata si è conclusa con una cena, chiacchierando e mangiando le bontà offerte da Angela Fanciulli e Davide Paolino.
Domenica 22|04|18.
Di nuovo la colazione del Valdirose, di nuovo genuinità e semplicità, quel che più li caratterizza. E poi i saluti, ma con la promessa che tutto questo sia stato solo un inizio.

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Tengo quest’ultima parte solo per me.
Voglio ringraziare tutti quanti.
Chi ha sempre creduto in me.
Chi ha reso possibile questa mia avventura.
Chi ha dato forma ad un sogno.
Voglio ringraziare tutti i ragazzi che hanno partecipato e che, tutt’ora, partecipano, riempiendo di spensieratezza e risate la vita degli altri.
Siete stati e sarete i miei compagni di viaggio.
Grazie.

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Prima del viaggio ho voluto realizzare una crostata con gli stessi ingredienti che ho usato durante il workshop. L’ho farcita con la rimanenza di una marmellata trovata in dispensa: profumava di mandarini.

Crostata di farro con marmellata di mandarini.
Cosa occorre:
250g di farina di farro
100g di farina di grano tenero integrale
1 uovo
150g di burro
90g di zucchero semolato
Marmellata di mandarini

Come procedere:
Formate una fontana con la farina. Al centro versate l’uovo, lo zucchero, e il burro freddo di frigo, mescolate rapidamente con la punta delle dita.
(Non lavorare troppo l’impasto altrimenti si scalda troppo)
Avvolgete l’impasto nella pellicola e lasciare riposare 30 minuti in frigo.
Trascorso il tempo, riprendetelo e con l’aiuto del matterello stendetelo, adagiatelo su uno stampo da 22cm. Forate l’impasto e versate la marmellata di mandarini. Sopra, dall’esubero di pasta ho ricavato una decorazione a cerchi. Voi sbizzarritevi!

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