Il mio workshop, un nuovo lavoro, ed una ciambella ai cachi.

Ho scritto questo post moltissime volte nella mia testa, mentre l’impastatrice girava vorticosamente o iniziavo a rovistare tra i libri alla ricerca di qualche piccolo segreto. Ho pensato, pesato ogni parola. Ho trascritto e subito dopo cancellato, magari proprio quando un flebile raggio filtrava dalla fessura della finestra.

Novembre giunge quasi al termine. Gli impegni degli ultimi mesi mi hanno tenuta un po’ lontana da quella che può definirsi la realtà virtuale. Non sono sempre riuscita a condividere tutto, ma ho cercato il più possibile di lasciar entrare voi nella mia quotidianità.
Ecco perché ti chiedo di sederti qui, mentre dalla finestra le luci fermano frammenti come fossero bagliori inaspettati.
Ti chiedo di veder la penna scorrere mentre i pensieri si tramutano in parole, le parole in contenuti oltre il bisogno, l’attesa ed i sogni che si sfiorano.

Di sogni voglio parlarvi. Di quelli che non restano impigliati lì nel limbo, ma che tocchi con mano, che sfiori e accarezzi tenendoli stretti.
Voglio raccontarvi a cosa ho lavorato, le nottate passate davanti al pc, le occasioni a cui ho dovuto dire di no, il via vai da mattina a sera per trovare quello che finalmente sentivo mio.

Mi sono lasciata guidare dalle paure, dalle incertezze che mi hanno tenuta sempre lontana e mai vicina ai sogni. Mi sono spinta oltre percorrendo una via del tutto nuova, inaspettata, ritrovandomi poi, in un ambiente per nulla ostile.
Ho seguito l’istinto comprendendo fino in fondo quanto sia importante lasciarsi andare. Quanto sia necessario tirare fuori ciò che si ha dentro, per abbracciare quella parte di se stessi che a volte respingiamo.
Ci sono riuscita del tutto? Non ancora, ma non smetto di guardarmi intorno e dentro.

A trentatré anni mi son ritrovata ad analizzare il mio vissuto. Il mio percorso. Mi sono chiesta cosa realmente mi rendesse felice, e cosa fare per non rinunciare a tale felicità. L’ho capito. L’ho metabolizzato e ci ho lavorato duramente sù. Senza mai smettere.
Per quasi 3 settimane sono rimasta senza la mia cucina. In attesa di quella nuova. Quella che ho sempre sognato. Ho pranzato sul divano, o distesa a letto mentre lavoravo al pc. Sono diventata la miglior cliente di una buonissima rosticceria, e mi sono imbucata agli eventi più strambi che potessero capitarmi.
Ho lavorato quasi 15 ore al giorno, dormito pochissimo per vedere finalmente un sogno realizzarsi.
Poi, un giorno, ho abbandonato tutto quello che avevo, per afferrare quello in cui ho creduto. Ed ho scelto. Si. Perché se c’è davvero qualcosa che conta nella vita: È SCEGLIERE! Cosa diventare.
Cosa fare di se stessi.
Dove voler arrivare.
Credi non abbia avuto paura? Si, tanta. Ma sono arrivata fino a qui, in quell’unico posto dove mai avrei pensato.
Adesso ho un’attività tutta mia. Indosso un grembiule, un cappello e cucino per rendere felici gli altri.
Adesso faccio dei workshop di scrittura e cucina, organizzati da Davide Paolino per raccontarvi tutto questo. Condividere letture, esperienze, percorsi necessari per capire tutto quello che c’è dietro uno scatto. Quanto sia importante rendere appetibile ciò che prepariamo. A tal proposito, vi aspetto qui, al Valdirose, ad Aprile. Se desideri partecipare non ti resta che iscriverti. Sarò lieta di incontrarti.
Per altre info non esitare a scrivermi: chicchidimela@gmail.com

Piatto in ceramica http://instagram.com/farinasara

EAT VOILÀ… il workshop di MELANIA

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CIAMBELLA AI CACHI, CON CRUMBLE DI NOCCIOLE E AMARETTI.
Cosa occorre:
3 uova
200 gr di zucchero semolato
350gr di farina
300 gr di polpa di cachi
120ml di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di cannella
1 bustina di lievito per dolci
Per il crumble:
Nocciole
Amaretti

Iniziate dai cachi. Privateli della buccia e passateli al setaccio raccogliendo la polpa in una ciotola.
Nella ciotola dell’impastatrice montate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un impasto chiaro e spumoso. Incorporate la farina, la cannella, il lievito alternandolo all’olio extravergine di oliva. Per concludere unite la purea di cachi e mescolate delicatamente dal basso verso l’alto.
Preparate le nocciole e gli amaretti. Sbriciolate grossolanamente.
Imburrate e infarinate lo stampo (io ho usato la pentola fornetto) e versate l’impasto. Cospargete sopra con il crumble di nocciole e amaretti e fate cuocere a fiamma bassa per 50 minuti. Controllate la cottura con uno stuzzicadenti. Fate raffreddare completamente prima di estrarlo dalla pentola.

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Naked Cake con crema al mascarpone.

“Non lasciare tracce che il vento non possa cancellare, non adagiarti sui passi compiuti, non lasciarti trattenere, divaga per altri sentieri, rimettiti in cammino per cercare ancora” (Bruce Chatwin)

Sono importanti i passi che facciamo. Importanti tanto quelli che ci siamo già lasciati dietro.
Ci sono passi che scegliamo con cura. Sappiamo esattamente dove e quando percorrerli.
Sono passi certi, precisi e sono gli stessi che troveremo il giorno dopo, quando voltando lo sguardo indietro, scorgeremo la loro impronta.

Altri, invece, sono passi visibili ai nostri occhi, invisibili a quelli altrui. Si svelano per un istante, poi nulla più. Sono gli stessi che ci disorientano, ci lasciano inciampare e perfino cadere.
Sono passi silenti su strade impervie, che urlano la realtà delle cose. E di tutto quel rumore, altro non resta che una leggera e tenera ombra.

I sentieri sono tanti, i passi da fare anche. Il viaggio uno solo. Perciò, occorre un bagaglio più leggero per proseguire il cammino. Occorre meditare in silenzio dentro di sé per trovare un senso a ciò che un senso prima non aveva.
Occorre lasciarsi bagnare dalla pioggia, farsi accarezzare dal vento che soffia forte, ma mai smettere di camminare.
Anche quando il sentiero é a noi sconosciuto. Anche quando ci spaventa e per questo vorremmo indietreggiare.
Siamo il cumulo di tutti i passi compiuti, ma soprattutto di tutti quelli che ancora dobbiamo percorrere.

Saluto Novembre, che mi ha regalato la gioia dell’attesa e la nostalgia di un tempo che passa e mai più torna.

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Naked Cake con crema al mascarpone.

Cosa occorre:
4 uova
400g di farina 00
250g di zucchero semolato
160g di burro
1 bustina di lievito
160ml di latte

Per la crema:
500g di mascarpone
350ml di panna montata
80g di zucchero a velo

Come procedere:
Iniziate montando le uova con lo zucchero fino a quando il composto sarà spumoso e chiaro.
Aggiungete il burro precedentemente sciolto e lasciato raffreddare. Unite il latte poco per volta, la farina setacciata e il lievito.
Dividete l’impasto in tre parti. Versatelo negli stampi (usate preferibilmente uno stampo che abbia come diametro 20cm) e fate cuocere a 170º per 30 minuti.

Nel frattempo preparate la farcia. Montate la panna, unite lo zucchero a velo, ed infine aggiungetela al mascarpone mescolando dal basso verso l’alto.
Quando le torte si saranno completamente raffreddate iniziate con la decorazione. Potete completarla con fiori o frutta a vostro piacimento.

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Apple Pie.

Fallire su una cassata siciliana, la preparazione di un babà, i cannoli di nonna, si è possibile.
Fallire sulle paste di mandorle perché si ha poca dimistichezza con la sac à poche, o non dare alle brioche il tempo giusto per lievitare, si può accadere.
Così come può accadere di bruciare le melanzane fritte, perché ti allontani e le dimentichi sul fuoco, o di salare troppo la pasta, e capirlo dopo. Quando sai di non poter più recuperare.
E poi, le volte in cui la crema non raggiunge la giusta consistenza, nonostante tu stia lì, a mescolare, e nel mentre renderti conto di non aver ottenuto il risultato che speravi.
Per non parlare del fatto, che di tutto quel mescolare, altro non è rimasto se non la poca sensibilità al braccio.
Il punto della questione era però fare i conti non solo con quello che speravi non si ripetesse più, ma soprattutto con quello che è poi accaduto.
Ed io, certamente, non mi aspettavo il tracollo della mia Apple Pie.
Tracollo che è avvenuto lentamente.

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Tutto è iniziato dalle mele. Prese da un vecchietto che le vende proprio sotto casa mia.
Parlo delle mele gelato cola, reperibili sulle pendici dell’Etna. La loro caratteristica è la forma minuta, quel sapore inconfondibile, ed il profumo che emanano.
Sono succose, ma al tempo stesso delicate.
Quando le ho viste non c’ho pensato un solo istante nel prenderle, e con in tasca l’entusiasmo, ed in busta le mele, arrivata a casa mi misi subito all’opera.
Avevo fatto tutto.
Sbucciato le mele e messe in ammollo con acqua e limone. Avevo preparato il caramello e lasciato raffreddare. Avevo fatto la brisè e a mano libera mi ero divertita a creare piccole foglioline.
Insomma, voi direte “ma il tracollo dov’è?”
Ecco, che arrivo al punto.
Terminata la preparazione, l’ho messa in forno e fatta cuocere, e quando è arrivato il momento di tirarla fuori, la prendo con le mani e lei pluff…
Cade a terra.
Mi ero dimenticata di prenderla con le presine!
Ecco, tralasciando quella parte in cui il dolore mi ha costretta a piangere per almeno 10 minuti abbondanti, io non ho pensato neppure per un attimo di darmi per vinta.
E perciò, quando pensavo d’aver finito io ho ricominciato daccapo.

Apple Pie
Cosa occorre:
400g di farina
125g di burro freddo
Sale
150ml di acqua ghiacciata

Per il ripieno:
1 kg di mele verdi
Cardamomo
Cannella in polvere
Noce moscata
80g di zucchero
40g di burro
2 limoni
Sale

Zucchero di canna per cospargere
1 tuorlo sbattuto con due cucchiai di latte

Come procedere:
In una ciotola capiente mescolate la farina con il sale. Versate il composto su di una spianatoia e lavorate con la punta delle dita il burro freddo tagliato a pezzetti.
Otterrete un composto sbriciolato.
Formare una fontana e poco per volta versate l’acqua. Impastate il tutto velocemente, formate un panetto e avvolgetelo con della pellicola.
Riponete in frigo per 30 minuti.

Preparate il ripieno.
Sbucciate le mele. Privatele del torsolo e tagliate a fette non troppo spesse. Riponetele in una ciotola con acqua e limone per non farle annerire.
Nel frattempo occupatevi del caramello.
In una padella antiaderente? Fate scaldare lo zucchero, la cannella, la noce moscata ed il cardamomo.
Versate due cucchiai di acqua e fate cuocere il caramello, mescolando con un cucchiaio di legno, fino a quando non si formeranno delle bolle.
A questo punto, aggiungete una noce di burro, le mele e la scorza del limone per profumare.
Fate rosolare le mele per qualche minuto fino a quando saranno morbide all’esterno e croccanti all’interno.
Spegnete il fuoco e fate raffreddare.

Imburrate la tortiera.
Prendete l’impasto da frigo, dividetelo in due parti e con un matterello cominciate a stendere una delle due.
Avvolgete l’impasto attorno al matterello e foderate la tortiera.
Distribuite le mele e abbondate al centro per creare una piccola montagnetta e dare alla Apple Pie la sua forma classica.
Stendete l’altro impasto e collocatelo sulla torta. Rifinite i bordi e con la pasta in eccesso se volete potete divertirvi a creare qualche fogliolina.
Al centro, fate dei piccoli tagli che serviranno a far uscire il vapore.
Spennellate la torta col tuorlo ed il latte e cospargete di zucchero.
Fate cuocere a 170º per 40 minuti.

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Vellutata di funghi e patate, con crostini croccanti e pepe rosa.

Non mi ero resa conto di quanto alcune cose potessero mancarmi. Almeno, non fino a quando a mostrarmelo sono stati i gesti di qualcuno che neppure conoscevo.
E non me ne ero accorta neppure quando erano state delle semplici parole a palesare l’evidenza di quella mancanza.
Sembrava quasi assurdo sentirne di quelle parole l’appartenenza. La continuità di gesti che si ripetevano e che erano lì, a ricordarmi qualcosa.
Perché io qualcosa la ricordavo.
E così l’altro giorno, mi è tornato in mente quando tutti insieme si andava nei boschi.
Non ne ho un ricordo nitido, piuttosto sfocato, direi. Ma sufficiente a ricordarne la sensazione e la gioia inconsapevole di quel giorno.
Andare nei boschi non era qualcosa a cui ci si preparava, piuttosto capitava all’improvviso. E quando accadeva aveva sempre l’aspetto di qualcosa di magico.
Il profumo intenso degli alberi preannunciava l’arrivo di una stagione che amavo.
Le foglie protese sui lunghi rami si mostravano senza alcuna timidezza, come se non avessero paura neppure del vento.
I sentieri lunghi e ripidi si vestivano di passi che si perdevano nella lontananza di un altro sogno.
La luce, invece, sembrava carezzare la pelle, ma senza scaldarla troppo.
C’era la voglia di raccontarsi, ed insieme ad essa il desiderio di afferrare tutto prima che il buio potesse portar via ogni cosa.
La ricetta di oggi è frutto di un piccolo raccolto che mi è stato donato.

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Vellutata di funghi e patate, con crostini croccanti e pepe rosa.

Cosa occorre:
150g di funghi
2 patate
1,5 di brodo vegetale
2 fette di pane
Olio extravergine d’oliva
Sale
Pepe rosa
Foglie di prezzemolo
Aglio
Scaglie di grana

Come procedere:
Pelate le patate e affettatele piuttosto finemente.
Pulite i funghi ed eliminate la parte terrosa del gambo.
In una casseruola fate rosolare uno spicchio d’aglio con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva. Unite le patate, aggiungete un po’ di pepe e lasciate cuocere.
Nel frattempo, affettate i funghi e uniteli alle patate. Lasciate cuocere per almeno venti minuti e coprite con il brodo.
Quando sarà pronta aggiustate di sale e frullate il tutto nel mixer.
Tagliate a dadini non troppo spessi il pane e lasciate cuocere in forno fino a che sarà dorato.
Versate la vellutata in una ciotola, profumate con qualche foglia di prezzemolo, pepe rosa, scaglie, un filo d’olio extravergine d’oliva e per finire i crostini di pane croccanti.
E buon appetito a voi!

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Cose che nessuno vede.

Succede così. Mentre passeggio per le strade vedo cose che nessuno vede. D’improvviso una forza prorompente si insinua dentro trascinandomi verso qualcosa di ignoto.
È accaduto in queste sere d’autunno, dove nuvole leggere hanno preso il posto di un foglio bianco ancora da riempire.
Le stelle sulle ciglia a raccogliere ed illuminare angoli bui e silenziosi. Pezzi di cose che non prendono il posto di altre, semplicemente lo trovano. E a furia di osservare e scrutare ogni dettaglio intorno a me, inciampo su sassi dalla strana forma, certa che sono stati altro in un’altra vita.
Raccolgo petali per terra come fosserro messaggi non arrivati mai a destinazione. E aspettsno solo di volare.
Ed in quel volo, ritrovarsi ancora prima di perdersi.

Vi auguro una buona settimana e a presto!

  
Torta speziata ai cachi.
Cosa occorre:
300g di farina
250g di purea di cachi
200g di zucchero
100ml di olio di semi
2 uova
Un pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di noce moscata
1 cucchiaino di zenzero
1 bustina di lievito
Scorza e succo di mezza arancia


 Iniziate dai cachi. Assicuratevi anzitutto che siano molto maturi, privateli della buccia e schiacciate il tutto fino a ridurlo in purea. Unite l’olio, lo zucchero e mescolate.
Aggiungete le uova, la farina precedentemente setacciata, il lievito, il succo e la scorza di mezza arancia e continuate a mescolare. Quando il composto sarà omogeneo unite le spezie (cannella, noce moscata e zenzero) un pizzico di sale e mescolate fino a quando tutto sarà ben amalgamato.
Ho imburrato per bene e cosparso di pan grattato la pentola fornetto, versato il composto e lasciato cuocere per 40 minuti.
  

Il posto di sempre.

Mi sono sempre piaciuti i bauli. Da piccola ci rovistavo dentro e ci trovavo di tutto. Abiti smessi, vecchie lenzuola, gomitoli di lana dai colori insoliti. Ed in fondo, dove pensavo di non trovar nulla, c’erano un mucchio di parole.
Parole intrecciate, confuse, ptive di quella leggerezza poiche non sanno volare, ma sottili come fosserro piccoli nastri sulla quale scivolare.
Alcune sfiorano l’aria annusandone il profumo, come se volesseero venir fuori, magari per dire qualcosa o andare a trovare qualcuno. Altre le sento sui miei polsi, giocano disegnando scie di sogni da realizzare. E se piano mi muovo loro si muovono insieme a me.
Mi piace vederle rotolare, confondersi tra un respiro ed un’altro per poi tornare al posto di sempre.
Vi lascio alla ricetta augurandovi una buona settimana!

Torta di rigatoni con zucca, funghi e formaggio cremoso
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Cosa occorre:
Pasta (rigatoni grossi)
250g di zucca
500g di funghi
300g di formaggio cremoso
Olio extravergine d’oliva
Sale
Pepe
Basilico
Mezza cipolla



Come si prepara…
Tritate la cipolla e fatela rosolare con l’olio d’oliva in una padella, unite i funghi precedentemente lavati e ben affettati e fate cuocere per circa 10 minuti.
Nel frattempo, mettete sul fuoco una pentola con dell’acqua, tagliate la zucca a tocchetti, aggiustatela di sale, privatela dei semi e versatela dentro. Fatela ammorbidire un po’, quando sarà pronta metà di questa unitela ai funghi, l’altra tenetela da parte.
Lasciate insaporire il tutto e quando sarà pronto passatelo in un mixer fino a ridurlo in purea (vi servirà per riempire i rigatoni). Fate lo stesso con la restante zucca.
Mettete sul fuoco l’acqua e versate la pasta. Fate cuocere solo per cinque minuti completerete la cottura in forno.
Imburrate una teglia (io ho usato quella da 24cm) ma potete usarne anche una più piccola.
Disponete la pasta in piedi fino a riempire la tortiera. Al composto di funghi e zucca ridotti in purea aggiungete il formaggio cremoso e iniziate a riempire i rigatoni.
Una volta completato versate sopra la pasta l’altra metà della zucca con il formaggio, aggiustate di pepe e fate cuocere in forno a 180° per 30 minuti.


 

Guardarsi intorno per sentire un po’dentro.

É un regalo che mi concedo di rado. Quando ho bisogno di fermarmi per trovare me stessa mi occorre silenzio. Chiedo al vento di soffiare piano così da non sentire le finestre sbattere. Supplico il tempo di arrestarsi un po’ e lasciare che i pensieri fluiscano lentamente. Prendo in prestito frammenti di luce per illuminare le parole che timide faticano a mostrarsi.
Provo ad acciuffare l’aria, solo per raccontargli quello che nessuno vuole sentire, ma continua in quel suo buffo gioco dove nascondersi é bello. Tanto arriva sempre (o quasi) qualcuno a prenderti.
Apro le mani e trovo nuvole che aspettano di tingersi di nuovi colori.
Mi piace fermarmi.
Togliermi quell’abito fatto di stanchezza per apprezzare l’incanto di un tempo indefinito che non smette di sorprendermi.
Vi lascio alla ricetta augurandovi una buona settimana.


Mini bundt cake alle carote e arancia.

Cosa occorre:
300 g di farina 00
3 uova
1 bicchiere di olio di semi
200 g di zucchero
1 bustina di lievito
250 g di carote
2 arance

Pelate le carote e grattugiate o passate in un mixer se preferite. Sbattete le uova con lo zucchero fino a quando avrete raggiunto un composto chiaro e spumoso. Aggiungete la farina setacciata, il lievito e mescolate. Versate a filo l’olio, le carote e il succo delle arance spremute.
Imburrate lo stampo e fate cuocere in forno a 180° per 25 minuti.


  

Novembre.

Vorrei poter non fuggire dal giorno per rincorrere la notte. Disegnare ali di carta per volare lontano e prendere in prestito nuvole a far da coperta.

Vorrei che gli istanti non fossero solo occasioni, ma frutto di qualcosa che si annida dentro e resta.
Vorrei prestar gli occhi a chi non può guardare, perché guardare è amare e perdersi dolcemente in un sorriso.
Vorrei che le foglie non avessero paura di cadere, perché in fondo è bello lasciarsi trascinare dal vento. E poi, raccogliere rami per indicare la strada a chi una strada non c’è l’ha.

Vorrei con le dita disegnare i pensieri.
Spalmare lentamente l’attesa e riempirla di parole come fossero aeroplani di carta. Di quella colorata a pois, che uso per fare gli origami.
E poi, vorrei che la lontananza avesse il profumo di un giorno nuovo che attendo con impazienza.

Parlo di te, Novembre.

Buon inizio settimana a tutti voi! Vi lascio alla ricetta preparata con la mia nuova pentola fornetto.

Cake al caffè e noci preparato nella pentola fornetto!
Cosa occorre:

300g di farina 00
200g di zucchero di canna
70ml di olio di mais
150ml di latte
3 uova
1bustina di lievito
Noci
Caffè (3 tazzine)

Iniziate a sbattere le uova con lo zucchero fino a quando otterrete un composto spumoso. A filo aggiungete l’olio, il latte e il caffè. Mescolate delicatamente il composto fino a quando tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati.

Setacciate la farina ed il lievito. Incorporateli delicatamente e per finire unite le noci.

PENTOLA FORNETTO (USO)
-imburrate per bene tutta la pentola
-cospargetela di pan grattato distribuendolo uniformemente
-usate lo spargi fiamma. Servirà a distribuire il calore in maniera uniforme
-usate il fuoco medio ma rammentate di mantenere bassa la fiamma
-una volta versato il composto ricordate di non aprire il coperchio almeno i primi 25 minuti
-per controllarne la cottura usate pure uno stuzzicadenti lungo

L’ho lasciato cuocere per 35 minuti